Appunti di portoghese

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Introduzione

Il portoghese è una lingua romanza (o neolatina) poiché come l'italiano, il francese, lo spagnolo, il catalano e il romeno, è il risultato di una evoluzione del latino. Questo sistema linguistico, che ha avuto origine in Europa, è usato al giorno d'oggi come lingua madre da più di 180 milioni di persone nel mondo. In questo articolo vi elencherò degli appunti sulla nascita e sull'evoluzione della lingua portoghese.

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Le origine della lingua portoghese

Il portoghese è uno dei punti di arrivo dell'evoluzione subita dal latino parlato, il sermo cotidianus, diffuso in tutto l'impero europeo e acquisito col tempo anche dalle popolazione indigene sottomesse. La lingua portoghese si è sviluppata a partire dall'VIII secolo in un piccolo territorio dell'angolo nord-ovest della Penisola Iberica, diffondendosi poi col tempo verso sud, contrapponendosi al castigliano (l'attuale lingua spagnola), che si parlava in tutta le penisola iberica. La culla del portoghese è la regione della Gallaecia Magna (l'attuale Galizia, parte del nord del Portogallo e delle Asturie) ed è per questo che nella sua prima fase di vita veniva chiamato galego-portoghese. La diffusione della nuova lingua verso sud subì dei ritardi causati dall'invasione musulmana di quel tempo e il fiume Mondego fu considerato come frontiera di separazione tra il galego-portoghese a nord e la lingua araba a sud. La frontiera venne "abbattuta" con la riconquista cristiana della Penisola Iberica tra il IX ed il XV secolo, determinando una decisa evoluzione finale della lingua, al tal punto che le popolazioni del nord trapiantarono verso sud i loro vocabili, insediandoli e differenziandoli sempre più dal galego. Nonostante ciò, ancora oggi possiamo trovare delle influenze arabe nel portoghese, come i toponimi del sud del Paese (Algarve, Alcácer do Sal) e alcuni vocaboli riguardanti la guerra, la scienza, l'architettura, le piante e i frutti. Attualmente il portoghese viene considerato come una lingua che si distingue dalle altre romanze per i suoi tratti innovatori che al tempo stesso mantengono delle propensioni conservatorie.

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La fonetica nella lingua portoghese

Dal punto di vista fonetico, il sistema vocalico portoghese è simile a quello italiano per quel che riguarda le vocali sotto accento tonico, mentre se ne differenzia notevolmente nelle vocali atone. Il portoghese inoltre presenta dei dittonghi nasali, di solito in posizione finale ("ão", "ãe", "õe"). I suoni consonantici coincidono per lo più con i corrispondenti suoni italiani, tranne alcune eccezioni come la "m" e la "n" che in posizione finale nasalizzano la vocale che le precede o la coppia "nh" il cui suono corrisponde all'italiano "gn" di agnello. Da notare inoltre che il portoghese utilizza tre tipi di accenti (acuto, grave e circonflesso).

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L'ortografia della lingua portoghese

La questione grafica è uno dei capitoli più tormentati della storia della lingua portoghese. A differenza dello spagnolo, il portoghese ha ricevuto la sua norma grafica definitiva nel XVIII secolo. Dopo una serie di modifiche apportate nel corso dei secoli al sistema grafico, si giungerà all'Accordo Ortografico del 1990 che creerà un'ortografia unificata per tutti i paesi di lingua portoghese nel mondo. Tuttavia questo accordo entrerà in vigore solo nel 2010 non senza polemiche. Per venire incontro a questo problema, fu creata la CPLP (Comunidade dos Países de Língua Portuguesa), organizzazione internazionale che comprende gli otto Paesi che hanno il portoghese come lingua ufficiale: Angola, Brasile, Capo Verde, Portogallo, São Tomé e Príncipe, Mozambico, Timor Est, Guinea Bissau.

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Le differenze della lingua portoghese

Infine, non ci resta che illustrare la cruciale differenziazione del portoghese al giorno d'oggi nel mondo. Il portoghese europeo (PE) infatti, viene parlato in Portogallo e nelle sue cinque ex-colonie africane (Angola, Guinea Bissau, Mozambico, Capo Verde, São Tomé e Príncipe) mentre in Brasile si parla portoghese brasiliano (PB). Grazie all'accordo ortografico del 1990 si riuscì a diminuire le differenze presenti fino a quel momento, anche se persistono altre sostanziali variazioni che durano ancora oggi. Vediamole insieme.

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Le consonanti in Brasile in lingua potoghese

Tra le differenze più importanti notiamo che in lingua brasiliana non si scrivono le consonanti mute ("ator" e non "actor" come in Portogallo) e si accentano in maniera diversa alcune vocali ("argüir" e non "arguir"). In Portogallo inoltre, nelle parole che terminano in "al", "el", "il", "ol", la consonante finale suona velarizzata, mentre in Brasile la sua apertura si è evoluta in una semivocale dal suono "aw" e "iw". In Brasile poi si utilizza soprattutto il "você" al posto del "tu" portoghese e di conseguenza questo determina che i brasiliani usino poco le forme verbali della seconda persona. Infine per quel che riguarda il lessico, in Brasile si è avuta una mutazione decisa di alcuni vocaboli tradizionali: "camisola" ("pullover" in PE, ma "camicia da notte" in PB); "rapariga" ("ragazza" in PE, ma "prostituta" in PB); "bicha" ("fila" in PE, ma "omosessuale" in PB).

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