Appunti di fisica: l'induzione elettrostatica

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Introduzione

L' induzione elettrostatica consiste nell'elettrizzazione dei corpi senza strofinio, questo fenomeno è dato dal bipolarismo, ovvero dalla presenza in natura di due cariche che si differenziano da un segno positivo o negativo, attraverso i quali è possibile creare un'attrazione se i segni sono opposti, oppure un respingimento se sono uguali. Per chi non lo sa la parola elettricità deriva dal greco elektron che vuol dire ambra. Segui gli appunti di fisica attraverso i passi della guida.

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Supponiamo di avere un conduttore non elettrizzato, sostenuto da un piede isolante e di avvicinare ad esso un corpo carico, ad esempio, positivamente. Gli elettroni del conduttore che sono liberi di muoversi al suo interno tenderanno ad avvicinarsi, in quanto cariche negative, alla carica positiva, richiamati dalla forza di attrazione elettrica. La carica elettrica è una proprietà che i corpi possono acquisire in tre modi: strofinio, contatto e induzione, tutto questo da luogo ad una interazione tra di loro. Tutto abbastanza semplice alla portata di tutti, grazie a questa semplice guida! Ora passiamo alla seconda parte della nostra guida.

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Se avviciniamo al conduttore un corpo carico negativamente accadrà il fenomeno opposto, ovvero la faccia del conduttore prossima al carico risulterà positiva e quella opposta negativa. Il fenomeno può essere studiato utilizzando un conduttore formato da due parti separabili, ciascuna collegata con un elettroscopio. Avvicinando all'estremità del conduttore un corpo carico le due lamine degli elettroscopi collegati alle opposte estremità del conduttore divergono, indicando l'accumulo di carica previsto. Nel sistema internazione l'unità di quantità di elettricità è il Coulomb, è l'unità di misura dell'intensità della corrente elettrica. Il Coulomb è una quantità di carica molto grande. Ora passiamo alla terza ed ultima parte della nostra guida.

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I conduttori, a differenza degli isolanti, possono essere caricati sia per induzione, senza ricorrere allo strofinio, sia per contatto. La macchina più semplice è l'elettroforo di volta, che è costituito da una base di materiale resinoso (isolante) detta schiacciata e da un disco di metallo munito di manico isolante. Le macchine elettrostatiche sono utili in tutti quei casi in cui necessitano forti elettrizzazioni per lo studio dell'interazione fra cariche ferme e non sono molto utili invece, per studiare il moto continuo delle cariche, poiché esse consentono solamente l'attuazione di scariche elettriche. Ora non ti resta che far leggere la guida anche ai tuoi amici e parenti. Buon lavoro!

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