Appunti di economia aziendale: le prezzature delle opzioni

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

L'investimento in strumenti di risparmio è attualmente una delle soluzioni più attivabili dal mercato. Di contro, il ridotto appeal dei titoli del debito. Pertanto nei portafogli dei risparmiatori figurano sempre più le opzioni, il nuovo motore finanziario. Gli investitori non vogliono infrangere il compromesso tra difesa e dividendi. Tra gli appunti di economia aziendale anche il sistema per la determinazione delle prezzature delle azioni.

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Calcolare le prezzature con la formula Black-Scholes

I tecnici calcolano il valore delle opzioni attraverso il metodo Black-Scholes. Un sistema di variabili che considera allunghi e assestamenti (il cosiddetto pullback). Ugualmente incide la volatilità. Alla base il presupposto che le prezzature delle opzioni seguano un moto geometrico, in combinazione con l'orientamento degli strumenti sottostanti, i derivati. Oltre una certa barriera grafica che segnala il massimo rialzo, l'opzione si apprezza ad un certo standard.

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Definire le opzioni con i coefficienti Black-Scholes

In discendenza dell'assunto teorico esiste una formula a sostegno del calcolo. Si tratta di un'equazione differenziale ad evidenza dei rapporti tra i coefficienti. Tra quelli determinanti ha il segno "S" il valore del contratto derivato. "s" analizza la volatilità sottostante il prodotto primario. "t" stima il tempo di circolazione dell'emissione, Infine "r" vale per il tasso free risk. Con questa formula è possibile delineare delle prospettive delle prezzature delle opzioni per cavalcare con agilità le onde del mercato.

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Valutare le opzioni con il coefficiente "tempo"

Conoscere le prezzature delle opzioni fa parte dell'enciclopedia bancaria degli investitori. Richiede di seguire la struttura tecnica del prodotto interessato. Dall'equazione discendono anche dei corollari. La performance di un'opzioni deve essere approssimata nel medio-lungo periodo per centrare il massimo assoluto. Ecco l'importanza del coefficiente "t".

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Utilizzare indicatori specifici per le prezzature

Il modello Black-Scholes è ideale e si esprime in termini assoluti. Quindi difficilmente fotografa le attività reali del mercato. Sconta dunque un largo margine di approssimazione. Per esempio non contempla i sobbalzi delle contrattazioni. Così non tiene conto delle concentrazioni di debito e credito. Fissa a priori il periodo di analisi per le quotazioni. Non contempla prospettive più lunghe per le oscillazioni della forchetta delle prezzature delle opzioni.

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La grande fortuna del coefficiente "delta"

Più sensibile la base per il calcolo del rischio. Il riferimento è il coefficiente "delta". Esso esprime il rapporto tra il fattore prezzo e il valore ai fini della prezzatura delle opzioni. Valuta l'impatto dell'oscillazione di prezzo sul valore del prodotto, sull'onda dell'aspettativa del mercato per cui alla scadenza l'opzione perda valore e resti il prezzo, quindi il dividendo. Negli anni la formula Black-Scholes è stata oggetto di numerose rivisitazioni. Sotto la lente di ingrandimento soprattutto le variabili, come quella delle tasse. Il fattore Delta ha continuato ad avere fortuna e ormai si è affermato come un prerequisito imposto dalla Banca d'Italia per la prezzatura delle opzioni.

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