Appunti di economia aziendale: le curve di indifferenza

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Difficoltà: media
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Introduzione

L'Economia Aziendale è un ramo dell'economia che studia tutto quello che è collegato alle gestioni aziendali, in tutte le fasi che le compongono: questo studio è fondamentale, poiché avviene sotto una prospettiva sia qualitativa che quantitativa.
L'Economia Aziendale era una materia impiegata già dai tempi degli scribi egiziani e venne teorizzata inizialmente da personaggi veramente rinomati (come Platone e Socrate).
Le "curve di indifferenza" si studiano particolarmente nel corso di Microeconomia e sono adeguate a studiare come si comportano i differenti agenti economici, quando le risorse disponibili sono denominate come scarse.
Nella seguente pratica e dettagliata guida che vi andrò ad esplicare nei passaggi successivi, quindi, vi fornirò alcuni appunti su questo argomento di economia.

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Prima di specificare il concetto di "curva di indifferenza", è necessario considerare cos'è quella che, in materia economica, viene denominata come "utilità".
Precisamente, quest'ultima è un'unità di misura che misura il livello di soddisfazione individuale, considerando quella che è o non è l'utilità di un bene, intesa come capacità di soddisfare la domanda, ovvero l'aspettativa.
In Economia Aziendale, inoltre, un bene non deve essere solamente utile, ma anche reperibile e limitato.

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Al concetto di "utilità" è collegato quello delle "curve di indifferenza", che vengono rappresentate da insiemi di beni: quest'ultimi, però, devono assicurare la stessa utilità al consumatore finale.
Naturalmente esistono differenti livelli di "utilità" e, ad ognuno di essi, corrisponde una diversa "curva di indifferenza".

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La "curva di indifferenza" ha sempre un andamento convesso, poiché viene considerata anche la cosiddetta "sostituzione", che si verifica quando c'è un'estrema scarsità del bene.
All'interno della stessa "curva di indifferenza", non avviene mai una variazione, perché lo scambio tra due beni deve sempre avvenire secondo un rapporto che non lo vada a modificare.
Tutto questo origina le inclinazioni sulla "curva di indifferenza" medesima, conosciute come "saggi marginali di sostituzione".

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Osservando un grafico, più ci si sposta verso sinistra (ovvero in direzione dell'origine), più la quantità di beni sarà inferiore.
Alla stessa maniera, è possibile affermare che tutte le "curve di indifferenza" maggiormente esterne assicurano un maggiore livello in termini di "utilità", poiché contengono più beni: di conseguenza, ciò significa un maggior consumo.
Pertanto, sarà per la seguente "curva di indifferenza" che il consumatore finale dimostra di avere preferenza.

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Oltre a quella d'essere sempre convessa, un'altra proprietà della "curva di indifferenza" è la propria inclinazione negativa.
Ciò avviene per la sua natura e definizione: se da un lato un bene è soggetto ad un consumo più elevato, dall'altro lato è presente un ulteriore bene soggetto ad un minor consumo.
Infine, dovete sapere che due o più "curve di indifferenza" non si intersecheranno mai tra loro, poiché ciascuna di esse si riferisce ad un differente livello d'utilità.

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