Appunti di economia aziendale: la banca dei poveri

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Nell'era del capitalismo finanziario la banca dei poveri ha diritto ad uno spazio solo tra gli "appunti" di economia aziendale. I Paesi occidentali sono in una carreggiata che vieta un'inversione di marcia di questo tipo. Siamo nei tempi in cui le banche sono quotate in borsa, si mettono in pancia parte del debito sovrano, capitalizzano azioni. Nonostante le infusioni di denaro non concedono nulla ai piccoli imprenditori. La banca dei poveri, in cui vale l'imputazione di fiducia, sarebbe una scommessa che neppure i teorici potrebbero tollerare. D'altra parte la Grameen Bank non l'ha inventata nessun filosofo. Soltanto è stata la risposta alle emergenze della vita quotidiana.

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Come nasce la banca dei poveri: un'idea dei mendicanti

La definizione di Grameen Bank ancora non suggerisce nulla di straordinario: è attività di microcredito. Muhammad Yunus se ne attesta la diffusione. Ma è stata la sua vedova, Sufia, a percorrere la nuova strada. Era una mendicante ossessionata dalla preoccupazione di non poter sfamare le sue figlie. Nella dura stagione delle piogge non avrebbe potuto scendere nelle viottole di Jobra (nel poverissimo Bangladesh) a chiedere l'elemosina, il suo unico reddito. Poi gli strani calcoli della sorte: entra in contatto nella sua città con un gruppo di donne, ricche solo di stracci e di piaghe. Queste si erano consorziate per ottenere un prestito da una nuova banca, più flessibile nella concessione di denaro. Sufia rastrella il suo primo prestito, 25 taka (solo 2 dollari). Per spese futili a confronto con i beni ammortizzabili dei moderni industriali. Riusciva a ripagare il debito, ricapitalizzava, come si dice oggi, ne chiedeva un altro. Ma intanto aveva già il suo piccolo capitale. Lo faceva fruttare, ogni volta rifinanziandosi a prestito. E i banchieri? Non facevano beneficienza. Avevano fiutato un altro tipo di affare. Negoziare sulla fiducia. Agevolare le concessioni di denaro, senza spremere con gli interessi. Sufia ha dovuto ripagare un tasso del 10%. Sarebbero aumentate le richieste di prestito e queste sarebbero rientrate in tempo per la scadenza con il plus riscosso dal costo del denaro. E nel circolo virtuoso anche l'incremento dei depositi. Mohammad Yunus, professore di economia, con i suoi discepoli visitò Jobra, conobbe Sufia e il nuovo sistema di microcredito della città. Lo apprese, gli diede la base teorica di cui mancava: prestito per lo sviluppo delle persone piuttosto che del consumo.

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La banca per poveri: dal Bangladesh in tutte le aree sottosviluppate

A Yunus sfugge il Nobel per l'economia. Il suo è considerato un progetto troppo rousseauniano. Nega gli aspetti prelibati del credito finanziario: la speculazione. Funziona dove bisogna combattere la povertà, non dove la regola è arricchirsi famelicamente.
Ma almeno ghermisce quello per la Pace e si è affermato come il "banchiere dei poveri". La Grameen Bank ottiene l'investitura istituzionale nel 1983. Da allora è partecipata dai suoi stessi clienti. Dal Bangladesh si è radicata in maniera capillare soprattutto nelle zone sottosviluppate. Una rete mondiale di 1.084 filiali.
Come funziona: è necessario presentarsi agli istituti di prestito in un consorzio di cinque persone, presentare il proprio progetto. Ma la novità: i funzionari di banca dovranno affiancare i clienti nell'avviamento del progetto. Tutto funziona se c'è aggregazione sociale. E dall'aggregazione la fiducia, il principio fondativo di ogni attività di prestito e deposito. Il filo su cui intersecare ogni anello della catena.

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Una gestione virtuosa per un saldo positivo

Dalle aree depresse si cerca di esportare il modello della Banca dei poveri in altre zone del mondo per coinvolgere anche l'Occidente. Il primo risultato è stata la coalizzazione di tutti gli istituti nazionali nel Micro Finance Network. Questo canale ha appoggiato l'abolizione della documentazione cartacea per avvantaggiare la popolazione analfabeta. Il target principale sono le donne, 94% dei clienti. Grazie al recupero del 99% dei prestiti gli istituti sono virtuosi anche nella gestione contabile. Ancora per dare numeri, nel 2004 le banche dei poveri hanno erogato 4.400.000.000 di dollari Usa.

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Condizione indispensabile: presentazione di un progetto imprenditoriale

Attualmente lo statuto della Grameen prevede prestiti a interesse basso o a zero. I termini della scadenza per la restituzione sono allungati. I percettori sono coperti da un'assicurazione a vita. La banca stimola i richiedenti ad investire il prestito in progetti imprenditoriali a lungo termine.

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La banca dei poveri cresce: nuovi progetti contro il degrado

La Grameen Bank si è attivata direttamente sul territorio bengalese, provando a sollevare le condizioni di arretratezza. Con il progetto Grameen Phone villaggi remoti in forte degrado sono stati raggiunti dalle reti telefoniche. La banca ha coperto pure le spese per l'acquisto dei telefoni da parte di donne indigenti. In fondo anche Ford incrementava le buste paga dei suoi operai perché acquistassero le sue auto. Vuol dire che si può fare.

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