Appunti di diritto: definizione di legittimato

tramite: O2O
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Introduzione

Per definizione, il legittimato può procedere per legge contro un imputato. Tale presupposto sussiste in un qualsiasi processo (civile, penale, tributario) con un capo di imputazione attivo o passivo. Il primo caso, si definisce legittimazione sostanziale o funzionale. In parole povere, consiste nell'esercitare un determinato diritto. Un esempio semplice è il voto o il diritto contrattuale. Nella legittimazione passiva invece il soggetto subisce un diritto. Ad esempio, l'obbligo di leva. In questi appunti, verrà analizzata la legittimazione e l'impugnabilità.

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Occorrente

  • legittimazione
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Il legittimato, per definizione, ricorre alla legge per il riconoscimento di un diritto. Il processo però viene archiviato in due casi. Nel primo per insufficienza di prove inconfutabili e incontrovertibili. L'imputato quindi non viene condannato. Oppure, perché il fatto non sussiste. In questi casi, la sentenza viene impugnata dall'avvocato della parte lesa o della controparte. Anche questa è una legittimazione e rientra nella facoltà legale del legittimato. Per procedere, presentare in procura, un ricorso. Questo verrà messo agli atti. In questa maniera, si richiede l'annullamento o la modifica di un provvedimento giurisdizionale. In parole povere, si contesta la sentenza del giudice, per colpevolezza o per assoluzione.

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Prima di procedere, il legittimato attenderà 60 giorni dalla sentenza (comma 1, art. 429 del codice civile). Trascorso il tempo indicato, il giudice emetterà le sue motivazioni. Qualora i tempi dovessero prolungarsi, gli avvocati presentano per diritto un reclamo. Questo procedimento viene richiesto all'Ufficio di cancelleria. Il giudice quindi depositerà le motivazioni in protocollo. Immediatamente, la parte civile (legittimato) può accedere alla documentazione. Ne leggerà il contenuto e prenderà appunti. Stabilirà una definizione strategica per le contromosse. Da qui, si procederà con l'impugnazione. La procedura può conoscere due esiti.

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Tuttavia, la sentenza entra immediatamente in vigore. È eseguibile da subito. Pertanto, non importano il secondo o il terzo grado di giudizio (rispettivamente Corte d'Appello o di Cassazione). Qualora sussistano i fondamenti per la riapertura, passa al riesame. Il giudice, per definizione, può emanare la validità o l'invalidità. Dopo l'impugnazione, la sentenza verrà annullata. In questo caso, verrà costituito un nuovo processo in primo grado. In alternativa, verrà disposta una nuova sentenza per sostituire la precedente. Tutto ciò rientra nella legittimazione di un atto pubblico. Il legittimato difende un proprio diritto legale.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Verificare sempre di possedere la legittimazione per poter procedere
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