Analisi logica: il predicato verbale

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Analisi logica, nemico giurato di studenti e studentesse. Tuttavia non è difficile come può sembrare alla prima occhiata, e affrontata per gradi diventa semplice e comprensibile. L’analisi logica studia i diversi elementi di una frase, distinguendoli in soggetto, predicato, complementi, attributi e apposizioni. Nella lingua italiana, le frasi possono essere semplici o complesse, a seconda di quanto sono sviluppate. Di seguito impareremo a riconoscere il predicato studiando una frase di esempio, partendo col riconoscerne il soggetto, fino ad arrivare a distinguere tra predicato verbale e nominale.

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Per poter distinguere il predicato verbale all'interno di una frase, dobbiamo essere ovviamente in grado di distinguere tutti gli altri elementi. La prima cosa da individuare in una frase è il soggetto, cioè colui che compie l’azione al quale è riferibile il predicato. Il soggetto solitamente è un nome (Anna, il gatto) o un pronome (tu, noi) ma può anche essere un aggettivo (bello), un articolo (il, un), una preposizione (tra), un verbo (mangiare), un avverbio (meglio), una congiunzione (e, perché) o può essere sottointeso (cioè non espresso). Ad esempio, nella frase "Anna ama la musica" il soggetto è Anna.

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Il secondo passo da compiere nell'analisi logica è riconoscere il predicato all'interno di una frase. Il predicato è, come suggerisce la parola stessa, un qualcosa che “predica”, ovvero spiega qualcosa a proposito del soggetto. Il predicato è l'azione compiuta: Noi (soggetto) mangiamo dopo. Ma il predicato è anche un'azione subita dal soggetto: Ai neonati fanno il bagnetto. Nella frase esemplificativa "Anna ama la musica" il predicato è "ama". Bisogna ricordare che vanno distinti due tipi di predicato: il predicato verbale e il predicato nominale.

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Il predicato verbale è composto da un verbo di senso compiuto che specifica l’azione compiuta dal soggetto: I cugini arrivano domani. Esso specifica inoltre l’azione che viene subita dal soggetto: Anna è stata premiata; o uno stato del soggetto: La bimba dorme. Nella nostra frase di esempio il predicato (in questo caso verbale) è costituto dal verbo "amare". Distinguere il predicato verbale da quello nominale è molto semplice, poiché il predicato nominale è generalmente costituito da una voce del verbo "essere" seguita da un aggettivo o da un nome che fa riferimento al soggetto e ne indica la qualità (Marco è bello), uno stato (il bimbo è stanco), o l’appartenenza ad una categoria (la zia è dottoressa).

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Bisogna anche aggiungere che il predicato nominale ha sempre bisogno di qualcosa che segua il verbo essere. Per esempio, la frase "noi siamo" non ha un predicato ben chiaro, mentre "noi siamo giovani" è una frase definita, con predicato nominale completo. A differenza di quest'ultimo, il predicato verbale non ha bisogno di nulla, poiché specifica già di per sé l'azione compiuta dal soggetto. Per esempio "domani esco con gli amici" è una frase, ma anche solo il predicato "esco" è una frase di senso compiuto giacché il soggetto è sottointeso: (Io\soggetto sottointeso) esco.

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