Analisi del testo "I Limoni" di Montale

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Eugenio Montale è tra i poeti più importanti del Novecento italiano. Nacque a Genova da una famiglia di commercianti e nel 1917 prese parte alla Prima Guerra Mondiale, come ufficiale sul fronte della Vallarsa in Trentino, dove conobbe illustri letterari del periodo, come i simbolisti. La sua poetica si basa su un unico concetto fondamentale: "Il male di vivere". Un male che come dice il poeta stesso è ovunque, dal mare alle piante, dagli animali agli uomini. Questo male di vivere è presente in tutte le sue raccolte di poesia, sopratutto in "Ossi di Seppia" dove già il titolo riporta ad un'assoluta desolazione della natura che appare incolta e lasciata a marcire, proprio come un osso di seppia. Il tema centrale della raccolta è di evidenziare la percezione negativa che di tanto in tanto viene placata da uno spiraglio di speranza; una speranza che ritroviamo sottolineata molto bene nel testo de " I Limoni" e proprio nel passo successivo affronteremo un'attenta analisi della poesia. Ecco un'anlisi accurata del testo "I Limoni" di Montale.

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"I Limoni" è la poesia che apre la raccolta "Ossi di Seppia" e una delle più importanti di Montale in quanto costituisce un vero e proprio manifesto della sua poetica. Il componimento si apre con un richiamo che il poeta stesso fa ai poeti laureati, i quali sono molto distanti da Montale, perché mentre a loro piace parlare di piante dai nomi ricercati, lui preferisce parlare di ambienti comuni come semplici "viuzze" che portano agli alberi di Limoni, i quali evocano immagini calde e felici.

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Nella terza strofa appare una ricerca delle corrispondenze tra uomo e Natura. Il lettore è infatti arrivato al momento di scoprire il sovrano mistero della Natura, che si cela da sempre dietro le sue verità. Montale però sa che non può raggiungere questa verità e vorrebbe almeno accontentarsi di trovare una piccola speranza che porti a essa. Quasi tutto sembra perduto, "manca l'illusione" dice Montale all'inizio della quarta strofa e col cadere dell'illusione il lettore non si trova più in aperta campagna, ma in una solita città rumorosa, dove il colore del cielo è percepibile a frammenti; la pioggia bagna così tanto la terra che ne rimane stremata.

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Il messaggio della poesia è che, anche quando la luce si fa "avara" tutto intorno a noi sembra crollare non bisogna disperarsi perché improvvise apparizioni possono risvegliare in noi la speranza, perché è solo la speranza che ci rimane in questo mondo marcio di verità.

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