Analisi de "Il sabato del villaggio" di Leopardi

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Introduzione

"Il sabato del villaggio" è una delle liriche più famose di Giacomo Leopardi. Composta nel 1829 a Recanati, è raccolta nei "Canti". La sua forma metrica è quella della canzone libera, costituita da quattro strofe di settenari ed endecasillabi alternati e rimati. Il tema de "Il sabato del villaggio" di Leopardi è quello della felicità che viene generata dall'attesa di qualcosa di futuro, che però alla fine si rivela ingannevole e fugace. Ecco di seguito una breve analisi de "il sabato del villaggio" di Leopardi.

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La prima parte della lirica è occupata dalla descrizione della natura con una breve galleria di figure umane. La prima è la donzelletta, che torna dai campi con l'erba e i fiori e poi troviamo la vecchiarella, che ricorda le feste giovanili con un sentimento magico e favoloso. Tra la donezzelletta e la vecchiarella c'è un parallelismo, ossia gli atti della prima sembrano accendere la nostalgia della seconda. Per sottolineare la somiglianza tra le due figure, Leopardi le indica entrambe con un diminutivo ed usa le stesse forme verbali in riferimento all'una e all'altra. In questo modo riesce ad evidenziare la fugacità della vita e lo scorrere del tempo.

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Segue la descrizione del villaggio all'imbrunire. Sono quindi presentati i personaggi ossia i bambini che, correndo e saltando, sono i primi a gioire della festa tanto attesa, lo zappatore che torna fischiando a casa, l'artigiano che continua a lavorare nella sua bottega di notte in modo da terminare prima che cominci il giorno di festa. Nelle coppie dei personaggi è evidente la contrapposizione (la giovane alla vecchia, dai bambini all'uomo maturo) e insieme la simmetria.
A questo punto de "il sabato del villaggio" interviene Leopardi con una triste affermazione: Tutta questa felicità generata dell'attesa della domenica, che è il più gradito dei sette giorni della settimana, finirà presto, lasciando il posto alla tristezza, alla noia e alla rassegnazione di dover tornare presto al proprio lavoro e alla quotidianità.

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La conclusione finale del "sabato del villaggio" di Leopardi è rivolta al “garzoncello scherzoso” la quale figura rappresenta l'impazienza da parte dei giovani rispetto a coloro che giovani non lo sono più. Questa rappresentazione viene espressa da Leopardi nella forma di un'amorevole insegnamento, senza toni polemici e critiche contro la natura, la quale non turba l'incanto della poesia. Il "sabato del villaggio" termina con Leopardi che invita il lettore ad una riflessione, esortando il bambino a godere della sua età.

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