Alto tradimento e attentato alla Costituzione: di cosa si tratta

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Introduzione

E’ noto a tutti gli italiani che la Costituzione è legge fondativa della Repubblica Italiana. Questo “Corpus legislativo” è nato il 27 dicembre 1947, quando l’allora capo provvisorio dello Stato, Enrico De Nicola, la promulgò. E’ evento dei nostri giorni la geniale performance del grande Roberto Benigni, che, dopo averne fatto e dato di essa un’approfondita lettura, con orgoglio tutto italiano, ci ha permesso di assaporarne la poetica bellezza e i valori più alti contenuti. In questa guida ci limiteremo a spiegare brevemente il significato di termini quali "alto tradimento" e "attentato alla Costituzione": di cosa, in effetti, si tratta.

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Cominciamo col premettere che negli articoli che vanno dal n. 83 al 91 del secondo titolo della Costituzione, si parla delle modalità di elezione, dei poteri e delle responsabilità spettanti al Capo dello Stato, ossia al Presidente della Repubblica, unico rappresentante e garante dell’unità nazionale. In merito al primo punto, la Costituzione sancisce il principio che può essere eletto Presidente qualsiasi cittadino italiano, di sesso maschile o femminile, che abbia compiuto 50 anni di età e che goda pienamente dei diritti civili e politici.

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L’elezione del Capo dello Stato spetta al Parlamento in seduta comune (Camera e Senato), con l'aggiunta di 3 rappresentati regionali per ogni regione, tranne la Valle d'Aosta che ne ha diritto ad uno solo. Il capo dello Stato, una volta eletto, resta in carica per 7 anni, con la possibilità di essere rieletto. Egli nomina il Presidente del Consiglio, scioglie le Camere, crea 5 senatori a vita e promulga le leggi fatte dal Parlamento. Ciò significa che egli non è tenuto a rendere conto a nessuno dei suoi atti, se non in due casi particolari, esplicitamente previsti nella Costituzione, quali appunto l’attentato alla stessa e l’alto tradimento.

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Cominciamo col dire cosa s’intende con l’accusa di alto tradimento: se il capo dello Stato dovesse prendere accordi con degli Stati esteri a danno della Repubblica Italiana, non potrà non scattare l’accusa dianzi detta. E cosa s’intende per attentato alla Costituzione? Qualsiasi atto che violi o tradisca degli obblighi vincolanti, quali sono appunto da ritenersi le norme dettate dalla Costituzione, stravolgendone i caratteri e sovvertendole. Solo in questi due casi il Parlamento ha facoltà di mettere in stato di accusa il Presidente della Repubblica. Qualora poi la stessa dovesse risultare fondata, il Parlamento darà il via libera a “procedere”. Al Presidente della Repubblica toccherà allora comparire davanti alla Corte Costituzionale, integrata da ben 16 membri esterni, per essere giudicato e condannato.

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