10 cose da ricordare su Petronio

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Introduzione

Titus Petronius Niger, che i posteri conoscono meglio come Petronio, è un personaggio storico vissuto nel I secolo della nostra era. Più esattamente pare che sia nato a Massillia -l'odierna Marsiglia francese- nel 27 d. C. e morto in Campania nel 66 d. C.. La sua biografia è in bilico fra realtà e leggenda, ma, aldilà di alcune possibili esagerazioni, molte cose tramandateci sembrano plausibili. Come molti sanno Petronio deve la sua fama al Satyricon. Avvicinandoci al personaggio, però, scopriamo che la sua celebrità fra i contemporanei aveva ulteriori ragioni. Quali? E perché il Satyricon è un'opera tuttora letta e studiata? Se vuoi scoprirlo leggi le 10 cose da ricordare su Petronio.

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Un dandy ante litteram

Gaio Petronio deve la sua notorietà come personaggio a Tacito. Costui lo menzionò infatti nei suoi Annali. Si tratta di una sorta di cronaca contemporanea che, nella parte pervenutaci, descrive l'impero romano all'epoca di Tiberio e Nerone. Gaio Petronio viene ritratto come un raffinato aristocratico, dedito a una vita di agi e sregolatezze. Dormiva di giorno e si dava ai godimenti di notte. Così afferma Tacito. Aggiungendo però che il suo gusto sopraffino per le cose belle ne faceva un modello riconosciuto di eleganza.

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Un personaggio molto amato

Si potrebbe pensare che il lusso di Petronio, se non ostentato, almeno non nascosto, lo rendesse un personaggio inviso ai più. In realtà non era affatto così. Fra le 10 cose da ricordare su Petronio c'è la sua popolarità. La sua peculiare, distaccata disinvoltura verso le convenzioni -unita a una grande ironia- lo fece diventare un personaggio molto amato dai romani.

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Un riferimento per Nerone

Un'altra delle 10 cose da ricordare su Petronio è il suo rapporto con Nerone. L'imperatore per i posteri è un personaggio negativo, nonostante la parziale rivalutazione negli ultimi decenni. Petronio sarebbe d'accordo con noi. Eppure all'inizio Nerone gli mostrò grande amicizia e rispetto. Soggiogato dal suo carisma, lo volle alla propria corte e lo elesse arbitro incontestato di savoir-vivre ed eleganza. Ma il successo, si sa, attira l'invidia. Lo Iago che distrusse la vita di Petronio si chiamava Tigellino. Era un militare d'alto grado, che si sentiva messo in disparte dall'imperatore a causa del nuovo arrivato. Così fece credere a Nerone che Petronio aveva tramato contro di lui.

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Un suicida coraggioso

L'imperatore fu tanto superficiale da credere a Tigellino senza indagare troppo. Secondo Tacito, alla superficialità va aggiunta la sua innata crudeltà. Quando si trattava di condannare a morte, per Nerone ogni pretesto era buono. Per questo lo fece tenere prigioniero nella sua stessa villa, a Cuma, nel napoletano. Perdere la vita per volere dell'imperatore? Questo Petronio non poteva impedirlo. Però poteva scegliere la modalità del suo commiato dal mondo. E così fece. Si tagliò le vene, poi rallentò l'emorragia per procrastinare la morte. Infine se le tagliò di nuovo. Prima di morire ebbe il tempo di fare alcune cose. Un ultimo pasto, una conversazione leggera con gli amici che lo circondavano, un testamento e una lettera accusatoria. Quest'ultima, con oggetto l'imperatore, ne descriveva tutte le dissolutezze. In conclusione, nessun dubbio: fra le cose da ricordare su Petronio, le modalità del suo suicidio sono una delle più notevoli.

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Un politico capace

La vita dell'aristocratico Gaio Petronio non fu solo agi e piaceri. La carriera politica per quanto temporanea si rivelò produttiva. Quando fu eletto proconsole della Bitinia, una provincia asiatica dell'impero romana, dimostrò grande energia e capacità. A questa carica seguì infatti quella di console. Infine ritornò a Roma e qui entrò alla corte di Nerone.

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Uno scrittore immortale

Eccoci arrivati alla più importante delle 10 cose da ricordare su Petronio: la sua attività di scrittore. Gli conosciamo solo un'opera, il Satyricon. Ma si tratta di un capolavoro della letteratura di tutti i tempi. Composto da almeno 16 libri e molto complesso, purtroppo ci è giunto incompleto. Si notano però varie peculiarità. Prosa e poesia sono mescolate con disinvoltura, cosa all'epoca non rara. Le vicende narrate non descrivono eventi edificanti bensì episodi spesso osceni e goliardici. Anche il linguaggio contiene numerose contaminazioni popolaresche. L'effetto finale è di intensa vitalità, unita a una sorta di oggettività che fa ritenere come Petronio sia stato "l'antenato" del realismo in letteratura.

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Un osservatore acuto

È proprio leggendo il Satyricon che notiamo quale immenso spirito di osservazione possedesse lo scrittore. I personaggi, gli eventi e le ambientazioni sono descritti con ammirevole precisione e dettaglio. Per certi versi, rappresentano una cronaca romanzata che ci fa scoprire la vita quotidiana del I secolo d. C. Con gli occhi di un contemporaneo.

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Un principe della parodia e della satira

La complessità del Satyricon offre vari piani di lettura. Fra questi, interessanti e divertenti allo stesso tempo risultano la satira e la parodia del mondo perbene che trapelano da molte pagine. L'irriverenza non toglie spessore all'opera, anzi. In realtà, se parlare di denuncia sociale sarebbe certo eccessivo, ci fa scoprire comunque la messa in discussione dei valori tradizionali dell'epoca da parte di Petronio. Già, perché a guardare con gli occhi dello scrittore, non sembra che la società romana fosse un modello di rette virtù. Per molti, questo sguardo acuto è la principale delle cose da ricordare su Petronio.

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Un maestro ispiratore per la letteratura

Nel corso dei secoli Il Satyricon ha ispirato diversi artisti. Nella seconda metà dell'Ottocento, all'interno del decadentismo, la figura di Petronio e la sua opera divengono materia letteraria per Marcel Schwob, l'autore francese delle Vies imaginaires. Anche il premio Nobel Henrik Sienkiewicz ha un posto d'onore per Petronio. Nel suo capolavoro Quo vadis? Lo tramuta in uno dei personaggi del romanzo.

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Un autore amato da Fellini

I cinefili forse lo sanno già: fra le 10 cose da ricordare su Petronio ci sono le trasposizioni cinematografiche del Satyricon. La più celebre è la Fellini Satyricon del 1969. La pellicola è liberamente ispirata all'opera dello scrittore. Nonostante le licenze, Fellini rende magnificamente lo spirito dell'opera. Sempre del 1969 è il film di G. L. Polidoro, che narra in chiave comica le vicende di Encolpio, uno dei personaggi principali del Satyricon.

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