Vita e opere di Giovanni Verga

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Introduzione

Questo tutorial ha lo scopo di aiutare le persone a conoscere in modo più approfondito la vita e le opere di Giovanni Verga. Egli è stato il più grande esponente del verismo; nato a Catania nel 1840 è morto nella stessa città nel 1922. I suoi primi studi li ha fatti presso la scuola Antonio Abate; durante questo periodo gli viene l'amore per i romanzi storici, patriottici e quelli di appendice.

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Successivamente per le sue idee risorgimentali abbandona gli studi di legge e nel 1869 si trasferisce a Firenze, città che in quel tempo era capitale del regno. Nel 1872 va a Milano dove istituisce un centro della cultura nazionale e della cultura editoriale. Qui frequenta i salotti alla moda e si abbandona all'amore materiale e alla vita mondana. Tra il 1873 ed il 1875 si dedica alla scrittura di romanzi pieni di passione che sono ambientati nella aristocrazia; i principali sono: Eva, Nedda, Tigre reale e Eros. Intanto che in Italia divampa la questione meridionale Verga comincia la stesura di Vita nei campi che comprende i suoi 5 romanzi più noti, tra cui Rosso Malpelo del 1878. Un romanzo tutto siciliano che parla delle violenze e dell'emarginazione a cui è soggetto un ragazzo.

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Nel 1885 scrive La lupa; è il racconto di adulterio tra una donna focosa e il povero Nanni che uccide La lupa. Ancor più famosa è la Cavalleria rusticana che nel 1889 trasforma in una versione operistica con la musica di Pietro Mascagni. In questi anni scrive anche i Malavoglia (1881) ambientato nel mondo dei pescatori siciliani di Aci Trezza. Il libro racconta la storia di una famiglia, i Toscano, detti Malavoglia, che hanno moltissime disavventure: morte, naufragi, galera e malattia. Però, questo romanzo non ha successo; infatti, non è apprezzato dalla critica in quanto l'artista mette a confronto la durezza della vita e le differenze sociali.

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Maggiore fortuna tocca ad un altro suo famoso romanzo Mastro-Don-Gesualdo. Scritto nel 1889 questo testo si basa su discorsi brevi e semplici. Si racconta di Gesualdo, un muratore che con i suoi sacrifici riesce a diventare un proprietario terriero. Verga fu autore anche di diverse novelle che furono rappresentate a teatro. Ricordiamo Novelle rusticane, scritto nel 1884, In portineria nel 1896, La lupa, ecc. Nel 1893 ritorna a Catania e ricomincia a scrivere; conduce una vita solitaria anche perché ha problemi di salute. Muore, colpito da ictus, a Catania nel 1922, dopo che due anni prima ha ricevuto a Roma il titolo di Senatore.

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