Tedesco: la declinazione dei sostantivi

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Di seguito un po' di grammatica tedesca, veloce e di ripasso. Spero soprattutto che vi sia utile, e spero di essere stata il più chiara possibile. Ci tengo molto a dire che la grammatica tedesca è molto meno complicata di quello che si dice in giro. Anziché complicarsi la vita con delle perfezioni grammaticali, ciò che vi è utile per davvero è l'uso dei vocaboli. Di seguito vi guiderò alla declinazione dei sostantivi in tedesco.

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Il sostantivo

Come per l'aggettivo e per l'articolo, anche il nome, ovvero il sostantivo, si declina. Il nome può essere di genere maschile, femminile oppure neutro. Ci vuole davvero molta pazienza, perché è realmente impossibile memorizzare subito il genere di tutti i sostantivi, inoltre devo dirvi che non esistono molte regole per individuare il genere. La declinazione dei sostantivi infatti è uno degli argomenti più complessi della grammatica tedesca.

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L'articolo

La lingua tedesca ha la caratteristica di trattare tutte le cose, i sostantivi, come delle persone per cui si cambia di continuo l'articolo non solo per indicare il genere ma anche la funzione che svolge all'interno della frase. Ci sono alcune regole basi che dovrete fissare ben bene nella vostra testa, magari facendo una specie di schema riassuntivo. Ricordate sempre che il nome maschile e il nome neutro possono seguire al singolare una declinazione forte, o debole, o mista. Invece il nome femminile al singolare non flette mai. Indipendentemente dal loro genere, tutti i nomi, al plurale flettono secondo sette categorie differenti.

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Declinazione debole

Una caratteristica della declinazione debole è una “-n” o un “-en” che i sostantivi prendono in tutti i casi, sia del singolare che del plurale, tranne che nel nominativo singolare. I sostantivi che appartengono a questa declinazione sono quelli che terminano in “-e” purché non siano oggetti ed alcuni nomi di popoli. Appartengono alla stessa declinazione anche i sostantivi monosillabi che in terminano in “-e” e che non siano degli oggetti.

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Declinazione forte

La caratteristica principale della declinazione forte è una “-s” al genitivo singolare o una “-es” se il sostantivo termina in sibilare: s, ß, sch, tz, z o pf. Per il plurale la declinazione invece si divide in tre classi. La prima classe si può dire che ha una particolarità, ovvero che alcuni sostantivi, che anticamente terminavano in “-en”, oggi vengono usati al nominativo senza la “-n”. Inoltre questi non prendono mai l'Umlaut. L'Umlaut è un segno grafico posto su -ä, -ö, -ü ed indica che anticamente la vocale tematica è stata influenzata da una vocale anteriore che la precedeva o la seguiva.

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Sostantivi maschili

Alla seconda classe, o declinazione, appartiene la maggior parte dei sostantivi maschili. Questi al singolare presentano una “-e” per il caso dativo e una “-s” o una “-es”. Per quanto riguarda il plurale si aggiunge la “-e” in tutti i casi tranne che per il dativo dove invece prendono “-en”. Alcuni polisillabi non prendono mai la “-e” al singolare ma aggiungono solo la “-s” per il genitivo. Invece al plurale aggiungono la “-e” in tutti i casi ad eccezione del dativo dove invece prendono “-en”. Pochissimi polisillabi prendono l'Umlaut e quasi tutti nell'ultima sillaba.

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Terza classe

Alla terza classe appartengono pochi sostantivi, sono all'incirca una decina: der rand (l'orlo), der strauch (il cespuglio), der mann (l'uomo), der Gott (il Dio), der irrtum (l'errore), der wald (il bosco), dei Geist (lo spirito), der wurm (il verme), der leib (il corpo), der reichtum (la ricchezza). Decliniamo der Mann insieme, in modo che vi sia più chiaro: Nominativo: der Mann (sing) die Männer (plur) Accusativo: den Mann die Männer Dativo: dem Mann (e) den Männern Genitivo: des Mann (e) s der Männer.

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La regola

Come facciamo a sapere quale declinazione segue il nome? Purtroppo non esiste nessuna regola, il nostro unico alleato è il vocabolario. Se aprite un vocabolario di tedesco vedrete infatti che vi indica il genere e la declinazione che segue, dandoci persino la desinenza del genitivo singolare e plurale. Se non avete il vocabolario da consultare e siete insicuri sul genere, trattate i nomi (quelli concreti) come maschili. Ricordate però che un forte aiuto per il maschile può essere la desinenza in “-r” o “-(e) n”. Invece la maggior parte delle parole che terminano in “-e”, e le parole astratte, sono di genere femminile. Il genere neutro viene usato molto spesso per le trasformazioni grammaticale dal sostantivo singolare al sostantivo collettivo, ma anche per tutti quei nomi che si usano senza articolo, ad esempio i paesi e le città.

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