Salvatore Quasimodo: vita e opere

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Introduzione

Salvatore Quasimodo è uno dei poeti italiani che ha ottenuto più successi e ha ricevuto maggiori critiche positive. Oltre ad essere un grande poeta fu anche una delle personalità più importanti, che con le sue opere si affermò tra le due guerre mondiali. Quasimo fu sicuramente uno dei poeti più importanti nello scenario letterario italiano. Purtroppo a scuola non sempre viene studiato e analizzato a fondo. Lo studio della sua poetica sicuramente è importante, non solo per un arricchimento a livello nozionistico, ma sopratutto per un arricchimento interiore dell'anima. In questa guida vi parleremo della sua vita e delle sue opere.

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Salvatore Quasimodo nacque a Modica, una città che si trova in Sicilia ne1901. Il padre era un ferroviere. E proprio a causa del lavoro del padre, si dovette trasferire in diverse località dell’isola; frequentò gli studi tecnici e poi si iscrisse alla facoltà di ingegneria a Roma. Abbandonò gli studi per difficoltà economiche, svolse diverse attività lavorative in diverse cittadine italiane. Si trasfrì a Milano, che divenne la sua città adottiva. Nel 1930 pubblicò la sua prima raccolta poetica, Acquee terre sulla rivista “ Solaria”. Inoltre vivere a Milano gli permise di entrare in contatto con intellettuali come Elio Vittorini.

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Inizialmente era un attivo giornalista, per un periodo si dedicò anche all'insegnamento della letteratura italiana presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano; negli anni successivi alla guerra pubblicò altre raccolte poetiche come: Giorno dopo giorno (1947), La vita non è un sogno (1949), La terra impareggiabile (1958), Dare e avere (1966). Oltre alle poesie, Quasimodo si dedicò alla traduzione di testi classici, come i poeti lirici greci più conosciuti. Vinse il premio Nobel nel 1959, morirà a Napoli nel 1968.

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Nella prima fase poetica, Quasimodo affronta il tema della nostalgia della terra natia; per il poeta, la Sicilia era un paradiso perduto, un tempo culla della civiltà greca. Nella sua prima raccolta poetica, Acquae terre, Quasimodo usa uno stile vicino ad Ungaretti e Montale, raggiunge un equilibrio tra realtà e ricordo, tra passato e presente. Nel suo secondo periodo poetico, Quasimodo aderì alla corrente poetica dell’ermetismo, che si serviva di un linguaggio di difficile comprensione e di immagini poetiche ardite. Nel dopoguerra, il poeta si dedicò a tematiche più realistiche come il dolore dell’intera umanità e le tragedie collettive. Importanti diventano per lui i temi del ricordo e della nostalgia.

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