Pedagogia: il metodo di Locke

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Introduzione

Lo studio della pedagogia, come scienza dell'educazione e della formazione umana, è di fondamentale importanza soprattutto per quelle persone che si troveranno a che fare con l'educazione dei bambini e degli adolescenti. Esistono differenti approcci pedagocici all'educazione, ognuno dei quali è comunque frutto di studi scientifici e dell'esperienza diretta sul campo. Uno degli approcci più conosciuti e applicati è stato studiato e ideato da John Locke, che basa il suo metodo educativo su due principi fondamentali: la disciplina e la logica della ragione. Nei passi seguenti di questa guida ci occuperemo di approfondire proprio il metodo di Locke.

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Cominciamo col dire che Locke sostiene che, nell'educazione dei bambini e degli adolescenti, giochino un ruolo fondamentale sia i premi sia le punizioni. In questo modo si potrà, infatti, ottenere amore per la stima e paura per la vergogna. Il metodo di Locke è incentrato sull'interiorizzare i principi, in maniera tale che si possa formare il carattere. Affinché questo avvenga, è necessario un forte impegno e un esercizio costante. Gli insegnamenti devono essere mirati a stimolare la curiosità degli allievi e, in queste circostanze, il gioco ed il lavoro devono ricoprire un ruolo preponderante nella vita dell'educato. Tali attività, secondo il filosofo, devono essere praticate utilizzando degli oggetti e dei materiali che facciano parte della vita quotidiana, in modo che si abbia la possibilità di apprendere il concetto dell'utilità.

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Per far sì che il bambino possa acquistare la giusta forma fisica e mantenere un buon stato di salute, è importante che egli segua una corretta alimentazione, che abbia parecchia libertà di movimento e di espressione, e che trascorra buona parte del suo tempo all'aria aperta per potersi fortificare. Per riuscire ad ottenere l'autocontrollo, l'educatore deve avere, fin da subito, la capacità di distinguere quali sono i bisogni naturali e quali, invece, quelli immaginari, che rischiano di portare il ragazzo a vizi e perdizione. Secondo Locke, inoltre, è fondamentale istruire il ragazzo alla religione, che deve rappresentare una parte integrante della sua vita, necessaria alla sua crescita morale e alla fortificazione delle sue virtù.

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Come ultima tappa del percorso formativo di un giovane, Locke colloca la cultura. Essa deve venire solamente dopo le altre tappe, poiché deriva direttamente dall'esperienza di vita. La dinamica di apprendimento che il filosofo consiglia è quella che va "dal semplice al complesso", ovvero suggerisce di procedere sempre con gradualità, approfondendo via via i concetti imparati. La preparazione del ragazzo deve spaziare su diverse discipline, e deve essere globale. Locke, però, sostiene fermamente che debbano essere eliminati la retorica ed il verbalismo, e che la lettura debba essere praticata solo utilizzando dei testi piacevoli per il ragazzo. Lo studio, inoltre, deve occuparsi di approfondire le lingue, compreso il latino, la filosofia naturale, ovvero con lo studio della natura e di tutto ciò che ci circonda e, per finire, anche la pedagogia e gli studi sociali.

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