Lingua ungherese: appunti di grammatica

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

La lingua ungherese appartiene al ceppo ugro-finnico e viene parlata in Ungheria, ma anche nelle zone circostanti come Slovacchia, Romania, Croazia, Serbia, Slovenia, Ucraina ed Austria per un totale di circa 13.6 milioni di parlanti come lingua madre nel mondo. Come tutte le lingue straniere, occorre pazienza e tempo per impararle. Vediamo, quindi, nei pochi e semplicissimi passi di questa guida, degli appunti di base relativa alla grammatica della lingua ungherese.

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Le consonanti composte

La lingua ungherese presenta nel proprio alfabeto, oltre ai caratteri presenti in quello latino, anche delle consonanti composte o delle vocali accentate. Una regola fondamentale della lingua ungherese, infatti, è che l’accento case sempre sulla prima sillaba della parola. In questo modo gli accenti acuti presenti sulle vocali non indicano l’accento ma la lunghezza della vocale stessa.

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Il singolare ed il plurale

Le vocali non accentate, invece, sono brevi, mentre quelle con accento sono sempre lunghe. Se per la "a" e per la "e" la differenza da rendere in italiano fra la la forma accentata e quella atona consiste nell’apertura o nella chiusura della sua articolazione fonetica, per la "o" e per la "u" non esiste un corrispettivo in italiano per le accentate. La costruzione di molti termini si basa sull’armonia vocalica, ovvero con la presenza di vocali di un solo tipo nella parola. La lingua ungherese forma il singolare ed il plurale dei propri sostantivi a seconda dei casi, tramite l’uso di alcuni suffissi, peraltro molto utilizzati nella grammatica di questa lingua anche per rendere altre funzioni o significati dei sostantivi all’interno della composizione della frase. È importante, quindi, in fase di traduzione contestualizzare sempre sostantivi e verbi per una corretta resa, accorgimento da tenere sempre a mente anche quando si effettuano traduzioni anche da altre lingue.

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La coniugazione

Come in italiano, il verbo in lingua ungherese si coniuga per le tre persone del singolare e per quelle del plurale. La coniugazione si forma aggiungendo una desinenza alla radice del verbo, che varia in base ai tempi ed ai modi verbali. Si distinguono tre modi verbali, che corrispondono ai nostri indicativo, condizionale ed imperativo anche se non hanno le medesime caratteristiche. I primi due presentano sia il presente che il passato. Si possono, inoltre, associare suffissi cosiddetti produttivi o improduttivi che ne modificano il valore ed il significato all’interno della frase.

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