Letteratura: gli esercizi di stile di Queneau

di Edda De Gregorio tramite: O2O difficoltà: media

Queneau (Le Havre, 21 febbraio 1903Parigi, 25 ottobre 1976) è stato uno scrittore, poeta, matematico e drammaturgo francese. Per gran parte della sua vita pubblicò e lavorò per la casa editrice Gallimard. Raymond Queneau (Le Havre, 21 febbraio 1903Parigi, 25 ottobre 1976) è stato uno scrittore, poeta, matematico e drammaturgo francese. Per gran parte della sua vita pubblicò e lavorò per la casa editrice Gallimard. La firma di Queneau« Nacqui a Le Havre un ventuno febbraio
del millenovecentotre.
Mia madre era merciaia e mio padre merciaio »(Incipit di Chêne et chien[1]) IndiceBiografiaI primi anni di vita e il percorso scolasticoIl matrimonio e le amicizieI corsi all'École pratique des hautes étudesLe Chiendent e il debutto letterarioLa nascita del figlio e la rottura con BatailleLa collaborazione all'Intransigent e l'iperattività letterariaLa collaborazione con la GallimardImportanti caricheLe poesie, la matematica, il cinema e la musicaLa fortuna delle opere in ItaliaIniziative per Raymond QueneauNoteOpereVoci correlateAltri progettiCollegamenti esterniBiografiaModificaI primi anni di vita e il percorso scolasticoModificaNato da Auguste Henri Queneau, commerciante ed ex militare, e da Joséphine Augustine Julie Mignot, Raymond studia musica durante il periodo scolastico (pianoforte, solfeggio) e da bambino frequenta il compositore svizzero Arthur Honegger. La passione per la musica gli deriva dalla madre che, come scrive Queneau nel suo romanzo in versi Chêne et chien,[2]"... Aveva un'anima musicale| e suonava il pianoforte". Frequenta il liceo di Le Havre dal 1908 al 1920 insieme ad Armand Salacrou, Jean Piel, Jean Dubuffet e sostiene in modo eccellente le prove di latino, di greco e di filosofia del baccalauréat. In questo periodo scrive molto e si interessa con passione alla matematica e al cinema, interessi che saranno importanti per tutta la sua vita. Nel 1914, anno della Prima Comunione, comincia a tenere un diario, ma è la guerra e una buona parte di Le Havre si mobilita. Il ragazzo continua a studiare, rivelando quella che sarà la sua tipica mania di tenere liste, inventari, statistiche, mappe e di interessarsi un poco a tutte le discipline (archeologia, algebra, logica, geologia, egittologia). Ogni tanto la mamma lo porta a Touraine dalla nonna. Gli piacciono particolarmente Charlot, Verhaeren e gli aeroplani, e già comincia a scrivere (romanzi, poesie, alcune cose conservate, ma inedite, altre bruciate da lui stesso poco tempo dopo). Alla fine della guerra tra le sue letture preferite mette Apollinaire, Bloy, Poe, Rimbaud, poi Laforgue, Conan Doyle, Verlaine, ma si interessa anche di avanguardia, di dadaismo e psicoanalisi e riceve una medaglia offerta dalla città quale studente meritevole, in occasione del diploma. Nel 1920 si iscrive alla Sorbona e i genitori, per stare vicino al figlio, vendono il negozio e comprano una casa a Epinay-sur-Orge dove si trasferiscono. A Parigi scopre i surrealisti e si abbona alla rivista Littérature, diretta da Breton, Aragon e Soupault. È il https://it.m.wikipedia.org/wiki/1921" title="1921">1921, anno di studio, ma anche di giochi (come gli scacchi e il biliardo) e di scoperte (l'anarchismo, la pipa, altre letture tra cui Proust, che aveva provato a leggere in precedenza trovandolo "soporifero", ma dal quale ora è conquistato). Durante le vacanze estive del 1922 soggiorna per due mesi in Inghilterra a Londra. L'anno successivo legge per 4 volte consecutive i 32 volumi di Fantômas. È di questo periodo la sua adesione al surrealismo e la frequenza al gruppo interrotta però a novembre 1925, quando parte per il servizio militare con il terzo reggimento zuavi mandato dapprima a Reuilly, poi a Marsiglia e durante le guerre del Rif, dal novembre 1925 all'aprile 1927, in Algeria e in Marocco. In questo ultimo periodo segue il corso di commercio e di inglese commerciale alla Scuola Universale per corrispondenza di Parigi e nel 1927, dopo aver ottenuto il diploma, lavora come impiegato al servizio titoli del "Comptoir national d'escompte" fino all'agosto dello stesso anno. Aveva intanto concluso brillantemente gli studi universitari ottenendo l'11 marzo del 1926 la "licence ès lettres" dopo il "certificat" di filosofia generale e logica acquisito nel 1923, il "certificat" di storia generale della filosofia e psicologia nel 1924 e il "certificat" di morale e sociologia nel 1925. Il matrimonio e le amicizieModificaNel luglio del 1927 lascia Epinaydes-Orge e si trasferisce a Parigi dove frequenta Jacques Prévert, Robert Desnos, Michel Leiris, Benjamin Péret, Man Ray e conosce Janine Kahn (cognata di Breton, che aveva sposato la sorella di lei, Simone). Raymond e Janine si sposano a luglio del 1928 con una cerimonia intima senza avvertire le proprie famiglie. Dopo un viaggio in Costa azzurra, dove ritrovano Prévert, André Masson e altri artisti, i due rientrano a Parigi, mentre Breton lascia la moglie (che nel frattempo è divenuta amante di Max Morise) e chiede a Raymond di non rivolgerle più la parola. Queneau non può accettare e tra i due avviene la rottura, amplificata dalla pubblicazione di Un Cadavre (un pamphlet contro Breton firmato da Bataille, Carpentier, Vitrac e altri, e che comprende anche la poesia Dédé di Queneau). Dal 5 agosto al 27 ottobre 1929 Queneau soggiorna in Portogallo e legge Joyce. Risale al 1930 l'amicizia con Bataille e al 1931 la collaborazione con la rivista La Critique sociale di Boris Souvarine, collaborazione che continuerà fino al 1933 con una ventina circa di recensioni di libri e riviste oltre un articolo scritto con Bataille, La Critique des fondements de la dialectique hégélienne per il centenario della morte del filosofo. I corsi all'École pratique des hautes étudesModificaNel 1933 segue i corsi di Alexandre Kojève sulla Fenomenologia dello Spirito di Hegel e quelli di Henri-Charles Puech sulla gnosi e sul manicheismo all'École pratique des hautes études, corsi che frequenterà assiduamente fino al 1939. Il suo interesse agli argomenti kojèviani e la sua partecipazione, fanno si che, oltre che lettore, Queneau diventi amico del maestro russo e addirittura curatore delle lezioni da lui tenute fra il 1933 e il 1939, che verranno pubblicate nel 1947, dopo la seconda guerra mondiale, per i tipi di Gallimard col titolo Introduction à la lecture de Hehel.
Le Chiendent e il debutto letterarioModificaDopo diversi articoli sparsi, nel 1933, rifiutato da Robert Denoël e accettato da Gaston Gallimard esce il primo volume a sua firma, Le Chiendent, poesie, la matematica, il cinema e la musicaModificaIntanto pubblica anche poesie e partecipa a istituzioni di cultura scientifica piuttosto inusuali per un letterato (per esempio la "Société mathématique de France"). Quando la cognata nel dicembre 1949 diventa proprietaria di una galleria d'arte (significativamente chiamata "Artiste et Artisan", al n. 31 di rue de Seine) gli propone di esporre le sue tempere, e Raymond, dopo qualche esitazione, finisce con l'accettare. Eccolo dunque anche pittore. E sceneggiatore, sia pure non sempre con successo (almeno in questa fase), e autore di testi di canzoni (tra cui notoriamente Si tu t'imagines, su musica di Joseph Kosma[7], e Je te tuerai d'amour su musica di Johnny Hallyday), e di balletti (visto che collabora con Roland Petit fornendo i testi per La Croqueuse de Diamants). Nel 1947 muore suo padre Auguste e nello stesso anno pubblica On est toujours trop bon avec les femmes, con lo pseudonimo di Sally Mara, a firma del quale pubblicherà due anni dopo un finto diario, il Journal intime) mentre nel 1948uscirà Saint Glinglin. Sempre nel '47 scrive la sceneggiatura di Candide 47 segnando così l'inizio del suo coinvolgimento al cinema. Nel 1950 fa un viaggio a New York, mentre continua a lavorare all'enciclopedia della collana di spicco di Gallimard (dove si è previsto aprire con una Histoire des Littératures), ma anche ad altre collane (come "Écrivains célèbres", presso l'editore Lucien Mazenod). Esce la Petite cosmogonie portative e, nel 1952, La domenica della vita (Le dimanche de la vie). Nel 1951 viene invitato a far parte dell'Académie Goncourt e il 26 settembre dello stesso anno fonda con Boris Vian il "Club des savanturiers", per gli appassionati di fantascienza. È di questo periodo l'adesione al Collegio di patafisica, la nomina a membro della "Commission du Centre national de la cinématographie" e del "Fonds de développement de l'industrie cinématographique". Collabora anche con Luis Buñuel, in Messico, dove conosce Octavio Paz. Nel 1954 gli viene offerta la direzione della "Encyclopédie de la Pléiad" che accetta. Nel 1956 riesce finalmente a portare a termine il libro sulla "Bibliothèque idéale", un'inchiesta a cui ha lavorato per diversi anni. Il 1959 è l'anno del suo libro più celebre, Zazie dans le métro, che Louis Malle porta sullo schermo l'anno successivo (è il periodo della nouvelle vague e i giovani registi del gruppo riescono ad attrarre molta attenzione, di critica e di pubblico). Se nel periodo in cui aveva abbracciato il surrealismo di Breton, era rimasto folgorato dalle possibilità espressive del loro approccio alla creazione basato sull'inconscio, sull'accostamento casuale di oggetti e sui sogni, ora ha raggiunto una propria strada ("somma di grazia e forza comica", dirà Italo Calvino[8]), fatta piuttosto di elementi combinati secondo il calcolo matematico e il gioco. Ritiene che gli elementi di un'opera, perfino quelli apparentemente più banali come i numeri di capitolo, siano cose che vanno predeterminate in qualche maniera. Secondo quest'idea nel 1960 lancia, insieme a François Le Lionnais il movimento OuLiPo (Ou-vroir de Li-ttérature Po-tentielle, ossia "Laboratorio di letteratura potenziale"), inizialmente chiamato "Selitex" (Séminaire de litérature expérimentale), un gruppo di ricerca letteraria al quale partecipano anche Georges Perec e Calvino che ha lo scopo di proporre agli scrittori nuove strutture anche di natura matematica o inventare dei nuovi procedimenti artificiali e meccanici per aiutare la creatività. Negli anni successivi Queneau approfondì ancor di più la matematica per farne uso come sorgente d'ispirazione in ambito letterario (si vedano per esempio i Cent mille milliards de poémes, ma anche gli Exercises de style, usciti una prima volta nel 1947 e ampliati per un'edizione del 1969). Altri romanzi sono Les Fleurs bleues e Le vol d'Icare, mentre un "saggio" importante è Une Histoire modèle, sorta di riflessione matematica sulla storia. Nel 1972 muore la moglie Janine. Tre anni dopo esce Morale élémentaire (64 poesie). La salute lo sta però abbandonando e il 25 ottobre 1976 muore a Parigi. Verrà sepolto al cimitero vecchio di Juvisy-sur-Orge. La fortuna delle opere in ItaliaModificaNell'immediato dopoguerra apparvero presso importanti case editrici le prime traduzioni italiane dei romanzi di Queneau: nel 1947 Einaudi pubblica Pierrot amico mio e Mondadori Un duro inverno, nel 1948 ancora Einaudi con Il pantano, cioè Le Chiendent e nel 1954, La domenica della vita da Longanesi. La qualità delle traduzioni e la scelta dei romanzi di quel periodo rispecchiano l'immagine che si erano fatta gli italiani di Queneau, quella cioè di un romanziere populista. Nel 1959 viene pubblicato da Garzanti un libro divulgativo Il movimento surrealista di Franco Fortini e nella terza parte dell'antologia dei testi intitolata I poeti surrealisti è riportata la poesia di Queneau La spiegazione delle metafore (Les Ziaux) oltre ad un brano tratto da Le Chiendent, Saturnino filosofo e nel 1960 lo stesso Fortini si cimenta nella traduzione tutt'altro che facile di Zazie dans le métro. Nel 1961 la rivista "Il Caffè" dedica a Raymond Queneau il numero 6 della rivista (anno IX, n. 6, dicembre 1961) riportando il breve testo Zazie nella sua giovane età oltre a quattro Texticules di Queneau in francese. Nel 1963 Guandapubblica L'istante fatale con il testo a fronte e nel 1967 Einaudi pubblica Les Fleur bleues tradotto da Italo Calvino. Nel 1973viene pubblicato dai Fratelli Fabbri Una storia modello con una corposa nota introduttiva di Ruggiero Romano e si desta l'interesse per alcuni aspetti dell'opera di Queneau da parte dello storico inglese Richard Cobb che pubblica nel 1976 un saggio intitolato Raymond Queneau segnando un avvicinamento significativo fra letteratura e storia. A metà degli anni settanta, presso Feltrinelli, viene pubblicato Odile con la traduzione di Grazia Cherchi e la prefazione di Goffredo Fofi ambedue rappresentanti della sinistra critica che ha preparato il Sessantotto e che, come scrive Giacomo Magrini[9] (...) scelgono e mettono in evidenza proprio un testo che contiene una critica non blanda a un movimento al quale il Sessantotto, almeno quello francese e parigino, per più d'un verso si richiamava." (...) Con Odile, Cherchi e Fofì non hanno certo voluto dare un segnale di rinnegamento del recente passato (Fofì prende netta distanza dalla posizione anarchico-qualunquista che, a suo parere, emerge dal romanzo); al contrario, hanno inteso indicare il pericolo d'un pervertimento già in atto delle distanze genuine del Sessantotto, invitando a conservarle."Durante gli anni '70 Calvino soggiornò per lunghi periodi a Parigi dove conobbe personalmente Queneau e strinse legami più solidi con la cultura francese. Si ridestò così l'interesse per la persona e le opere dello scrittore francese, interesse che sfociò, negli anni ottanta, nella realizzazione di alcuni validi lavori. Nasce, con il titolo "Segni, cifre e lettere e altri saggi" l'antologia della saggistica di Queneau con una prefazione molto importante di Calvino che permette "(...) una ricostruzione della sua cultura in vista di una comprensione dell'opera."[10]. Questa prefazione è stata ristampata nel 1991 da Mondadori in "Italo Calvino, Perché leggere i classici". Nel 1982 Einaudi pubblica il poemetto la "Piccola Cosmogonia portatile" tradotta da Sergio Solmi con un saggio articolato e minuzioso di Calvino intitolato "Piccola guida alla Piccola Cosmogonia" e infine viene ristampata da Einaudi l'opera "I fiori blu" arricchita da una "Nota del traduttore" simile per le dimensioni e il carattere ad un vero e proprio saggio. Nel 1983 viene infine pubblicato dalla casa editrice Einaudi "Esercizi di stile" tradotto da Umberto Eco con testo originale a fronte. Di questo periodo bisogna ricordare la monografia di carattere critico pubblicata nel 1981 da Loffredo di Maria Siniscalchi dal titolo "Raymond Queneau o della sdrammatizzazione del linguaggio". Ancora negli anni ottanta vengono tradotti da Giuseppe Guglielmi Troppo buoni con le donne (1984), La domenica della vita (1987) e La gramigna. Nel 1991 viene tradotto da Leonella Prato Caruso Il diario intimo di Sally Mara pubblicato da Feltrinelli e da Einaudi I figli del limo. Iniziative per Raymond QueneauModificaA Verviers, nel Belgio, fu fondato nel dicembre 1976, anno della morte dello scrittore, il "Centre de documentation Raymond Queneau", indispensabile fonte di informazioni di ogni genere. Legati a questo centro sono due periodici che si occupano esclusivamente di Queneau e della sua opera:"Les Amis de Valentin Brù", primo numero 1977, dal 1986 "Cahiers Raymond Queneau"; "Temps Mêlés - Documents Queneau", primo numero 1978. Dal 1982 si svolgono, a Verviers, colloqui internazionali su Raymond Queneau, che vengono poi pubblicati in "Temps Mêlés - Documents Queneau". NoteModifica^ Chêne et chien, romanzo in versi scritto nel 1936, nel quale Queneau rimemora la propria infanzia e insieme riferisce del trattamento psicoanalitico, allora in corso, che offriva il presupposto di tale rimemorazione, che si ferma alla duplice soglia dell'adolescenza e della guerra.^ Chêne et chien, Denoël, Paris 1937^ sono le parole del critico de l'Avenir, Pierre Descaves, riportate in Album Queneau, a cura di Anne-Isabelle Queneau, Gallimard, Paris 2002, pag. 76.^ Giacomo Magrini è professore presso il Dipartimento di Filologia e Critica della Letteratura all'Università di Siena^ Giacomo Magrini in Profilo biografico, Raymond Queneau, Romanzi, a cura di Giacomo Magrini, Einaudi-Gallimard, 1992, pag. I. II^ in un viaggio in Austria incontra Iris Murdoch (1919-1999) che pare si sia innamorata di lui, non ricambiata. Le 164 lettere della loro corrispondenza sono presso la Kingston University. Ine, ottiene il Prix des Deux-Magots di 1300 franchi.

1 Delineiamo la tipologia di libro che stiamo andando ad analizzare. Gli esercizi di stile, come dice il titolo stesso, sono delle esercitazioni linguistiche: 99 modi per raccontare la stessa storia. Queneau parte da una breve narrazione divisa in due parti: un uomo sull'autobus, verso mezzogiorno, si sente costretto tra la folla e si siede non appena trova un posto libero; lo stesso uomo con un amico, viene rimproverato riguardo un bottone del suo soprabito. Questo è il punto di partenza di una spirale linguistica che porterà l'ingegno e le competenze dell'autore a trovare vie estreme di manipolazione della parola.

2 I 99 esercizi sono stilisticamente variegati e la trama diventa solo un pretesto (altresì non reggerebbe nessuna tipologia di testo). Alcune delle esercitazioni sono puramente meccaniche, enigmistiche: anagrammi, allitterazioni, lipogrammi (quei testi in cui c'è il divieto di uso per una specifica lettera), permutazioni vocaliche o consonantiche e così via.

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3 A seguire, la parte che concerne le variazioni mediante l'utilizzo delle figure retoriche e gli esercizi scritti con i linguaggi settoriali (ad esempio quello matematico, gastronomico, medico ecc).  Ancora, andando avanti, ci si troverà di fronte a pagine multilinguistiche, in cui Queneau utilizza gerghi e lingue più o meno maccheroniche (c'è anche un esercizio in latino maccheronico) e registri più o meno alti.  Approfondimento Letteratura: vita e opere di Italo Calvino (clicca qui) Non ultime, le varianti sulle tipologie testuali, che vedono la narrazione trasformarsi in pièce teatrale, in tema scolastico e addirittura in haiku.

4 Dimostrando l'estrema flessibilità del gioco di lingua, Queneau, flette la forma a favore della sostanza, ma c'è da considerare che il lavoro di Umberto Eco, a cui dobbiamo la versione italiana degli esercizi, non è da meno: i criteri scelti da Eco, infatti, non sono puramente letterali, considerato il tipo di pubblicazione. Il traduttore infatti ha preferito star dietro all'intento basilare del libro, fornendo – là dove non fosse stata possibile una traduzione letterale congrua alla variante connessa – un testo conforme all'indicazione tipologica. Tradotto in trenta lingue, questo libro è un cardine della linguistica generale moderna.

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