La forma interrogativa in greco

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Introduzione

Come l'italiano, anche il greco, vanta di una grammatica che va studiata attentamente. In greco, infatti, sono tante le forme da conoscere per far sì che, tra le tante cose, possiate essere in grado di tradurre versioni greche. A scuola, soprattutto nei licei classici, è indispensabile conoscere e studiare questa lingua, in quanto materia fondamentale di tale corso di studi. Attraverso i passi di questa guida verrà spiegato nello specifico, di cosa tratta la forma interrogativa greca e, soprattutto quali sono i modi e le maniere per costituirla. Dunque seguiamo gli utili suggerimenti e sicuramente apprenderemo argomenti molto interessanti.

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Cosa sono le interrogative dirette

Le interrogative dirette sono solitamente introdotte da un pronome o da un avverbio interrogativo, come per esempio tis, ti (chi, che cosa?), poteros (quale dei due?), pote (quando?), pou (dove?), pws (in che modo?), e vengono solitamente seguite poi da un verbo al tempo indicativo (ti fereis = chi porti?), preceduto dalla particella an (tis an legoi = chi potrebbe dire?), o al congiuntivo dubitativo (ti poiw = che debbo fare?). In mancanza di pronome, le interrogative semplici possono anche essere introdotte da alcune particelle interrogative, come ou, ar ou, ou dhpou, mh, ara mh, mwn.

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Cosa sono le interrogative indirette

Le interrogative indirette invece sono generalmente quelle proposizioni che dipendono da verbi come domandare, dire, sapere e si distinguono in semplici, doppie o disgiuntive. Solitamente mantengono gli stessi modi e tempi come se fossero indipendenti, ma c'è da dire che in dipendenza da un tempo storico, possono avere l’ottativo obliquo.

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Cosa sono le interrogative semplici

Adesso passiamo ad analizzare le interrogative semplici. Queste sono introdotte da un pronome o avverbio interrogativo o dalla congiunzione interrogativa "ei" che nella nostra grammatica italiana corrisponde al se: lege moi tines toutwn twn paidwn meizonos epainou axioi fainontai= Dimmi quali di questi ragazzi appaiono degni di maggior lode; Dareios epunqaneto tines eien oi Aqhnaioi = Dario domandava chi erano gli Ateniesi (in questo caso si è adoperato l’ottativo obliquo perché in presenza di un tempo storico); lege moi ei gignoskeis touton ton anqrwpon = Dimmi se conosci quest’uomo (in questo caso abbiamo adoperato la formula ei). Le dirette doppie sono costituite da due o più interrogative coordinate ma, dipendenti dalla stessa principale: lege moi tis ei kai pou naieis = dimmi chi sei e dove abiti. In questo modo avremo un quadro più chiaro su questi argomenti trattati.

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