L'architettura paleocristiana

di Ilenia Serpico difficoltà: media

L'architettura paleocristiana L'arte Paleocristiana, successiva e dipendente dall'arte classica, si sviluppò nell'arco temporale di cinque secoli (dal 306 d. C. fino al 814 d. C, anno di Carlo Magno imperatore) e si caratterizzò per le profonde innovazioni che apportò alla società, agli edifici e sopratutto ai luoghi di culto. L'architettura Paleocristiana è l'ambito artistico in cui si verificarono i principali cambiamenti.

1 L'architettura paleocristiana L'editto di Costantino e Licino, famoso come "l'editto di Milano" del 313 d. C. promulgava la libertà di tutti i culti e, ponendo fine alle persecuzioni dei Cristiani, restituiva loro i luoghi di riunione che erano stati confiscati o tenuti segreti (come le Catacombe), ed aprì un'era nuova per la storia dell'architettura, che vede la nascita di un nuovo capitolo, l'arte Paleocristiana, a discapito, sopratutto, dell'arte pagana e dei suoi templi. Infatti, mentre le antiche religioni escludevano il popolo dal sacrario, o vi ammettevano solo un limitato numero di iniziati, la religione cristiana svolgeva le sue funzioni all'interno della chiesa, nella quale sono ammessi tutti i fedeli. Di qui, la necessità di realizzare ambienti sempre più vasti, destinati a raccogliere un pubblico numeroso e la conseguente formazione di un nuovo edificio adatto a questo scopo: la basilica. Gli architetti trasferirono e adattarono, con estrema efficienza, quasi tutti gli elementi della basilica romana (al tempo, un semplice edificio pubblico, a pianta rettangolare, con absidi e capriate, destinato allo svolgimento di scambi commerciali) nei nuovi edifici di culto cristiani, con differenti esigenze di liturgia.

2 Dopo l'editto di Costantino, in Occidente, le basiliche sorsero in gran numero e fin dall'inizio si presentavano con un iconografia complessa e variegata; la questione della loro origine è tra le più discusse della storia dell'architettura, ma è possibile affermare che, in generale, la basilica sia stata un'esperienza stilisticamente nuova, aperta e influenzata dalla tradizione romana in cui nasceva. Inizialmente, quindi, i primi esperimenti non furono molto rilevanti dal punto di vista architettonico, in quanto si ispiravano troppo spesso alle sinagoghe o, come già detto, alle basiliche romane, ma ben presto l'architettura iniziò a soddisfare le esigenze del nuovo credo.

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3 L'architettura paleocristiana Le prime basiliche Paleocristiane risalgono al IV secolo e sono caratterizzate dalla navata unica, come la Basilica a Treviri, di età costantiniana, che si presenta con una vasta aula rettangolare chiusa sul lato minore da un'abside semicircolare, o le chiese di Milano del periodo tardo-romano, come la Basilica Virginum e S.  Giovanni in Conea.  Approfondimento Guida alle opere di Brunelleschi (clicca qui) Lo schema classico, invece, della basilica Paleocristiana è quello con navate, suddivise da una o più file di colonne, precedute da un cortile porticato dal quale si accede al complesso.  Quest'ultimo è caratterizzato da colonnati, disposti parallelamente per creare una distinzione tra i diversi spazi (navate, appunto), di cui quello centrale più alto dei laterali, presenta delle aperture nelle pareti costruite sopra il colonnato.  Direttamente sul colonnato, è poi presente la trabeazione (come nel caso delle Basiliche di S.  Maria Maggiore e S.  Lorenzo) o un complesso di archi.  L'edificio è, infine, chiuso da un abside di forma semicircolare, coperto da una calotta semisferica (conca absidale) che si affaccia con un arco nel muro di fondo della navata maggiore (arco trionfale).  La parte terminale della navata maggiore, quasi sempre sollevata di qualche gradino e separata da bassi parapetti, è detta presbiterio, e su di essa sorge l'altare, spesso eretto sul luogo stesso della sepoltura del martire.  In molte basiliche, già in quelle romane, fra l'abside e le navate, perpendicolare all'asse di quest'ultime, si trova il transetto, un vano rettangolare alto quanto la navata centrale, in modo tale da far assumere alla chiesa pianta cruciforme, anche detta "a croce latina".  Lo schema illustrato è ben rappresentato in una delle prime basiliche romane, ossia San Giovanni in Laterano.. 

4 L'architettura paleocristiana Accanto agli schemi a pianta latina, si svilupparono in questo periodo anche edifici a pianta centrale (denominati anche a "pianta Greca"). Le due tipologie, inizialmente, erano distinte per le funzioni in esse svolte: la messa nelle chiese a pianta cruciforme, battesimi e funzioni commemorative nei battisteri a pianta centrale. Distinzione che, con il tempo, si è andata perdendo, in quanto negli anni successivi si realizzarono anche cappelle a pianta centrale destinate alla celebrazione del culto della Messa. L'esempio più calzante di questo schema è il Mausoleo di Santa Costanza del 350 d. C., in cui il corpo centrale è circolare e chiuso da archi e una cupola.

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