Karl Marx e il capitalismo

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Introduzione

Il filosofo Karl Marx, insieme ad alcuni dei massimi filosofi come Freud e Nietzsche, mise in discussione il concetto di verità dei filosofi precedenti e le loro argomentazioni. Karl Marx in particolare analizzò le verità economiche e il concetto di capitalismo, ritenne al pari di Feuerbach che il punto di partenza per ogni indagine sia l'Uomo in quanto individuo, connubio perfetto tra materia e ragione. Vediamo i principi fondamentali che legano Karl Marx e il Capitalismo.

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Gli studi

Nato nel 1818 a Treviri, in Germania, intraprese gli studi di filosofia girovagando per tutta la Germania. Si laureò a Jena nel 1841. Seguì con particolare attenzione le lezioni di Hegel, del quale criticò gli aspetti idealistici astratti, approvando però il processo dialettico hegeliano. Assieme ad Engels scrisse il "Manifesto del Partito Comunista", simbolo del definitivo passaggio al socialismo scientifico, per concretizzare pienamente un'idea in precedenza solo astratta.

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Le scelte politiche

Nel 1864 a Londra fondò anche la "Prima Internazionale del Lavoro", organizzando per la prima volta la classe operaia per una abolizione definitiva del sistema di lavoro salariato. Scriverà "Il Capitale" per analizzare il modello di produzione capitalistico, offrendo spunti di riflessione alla classe dirigente politica. Precarie condizioni di salute, purtroppo, condussero Karl Marx alla morte nel marzo 1883 a Londra.

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La dottrina

La dottrina marxista pone le basi sull'azione, sull'agire umano, su un uomo che è definito dalle condizioni di vita. Marx si occupa, pertanto, non di individui solitari ma di quelli realmente esistenti ed operanti all'interno del contesto sociale. L'osservazione filosofica non deve solo prendere come oggetto d'esame la realtà, ma allo stesso tempo essere in grado di trasformarla. L'azione che modella e trasforma il mondo deve realizzare la prassi rivoluzionaria.

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Il concetto di alienazione

Il pensiero di Marx rielabora l'idea di alienazione di Feuerbach, ricercandone le cause. La sua dottrina indaga in profondità le caratteristiche del capitalismo, arrivando a sostenere che il sentimento religioso sia solamente un prodotto sociale, cioè una fuga dall'alienazione economica: l'uomo è sempre vittima del lavoro alienato, capace di annullare e addirittura eliminare l'individuo. In funzione del lavoro, l'uomo dimentica la sua umanità e dignità, essendo dipendente da questo.

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Il lavoro che rende vittime del guadagno

Secondo il materialismo storico di Marx, la vita umana conduce al bisogno naturale di voler soddisfare i propri bisogni materiali. Parla in particolare di bisogni vitali come mangiare, bere e dormire, e bisogni secondari quali la famiglia, il lavoro e la proprietà privata. Questi ultimi conducono inesorabilmente al desidero del capitalismo. L'individuo lavora fino alla morte, diventando la vittima del guadagno.

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Il lavoro come vincolo sociale

Marx deduce che il pretesto economico sta alla base di ogni attività umana, divenendo unico legame tra gli uomini. Questo origina classi sociali e provoca la lotta di classe, che genera il decorso storico. Ogni classe sociale aspira poi al comando ed al potere politico, in modo del tutto naturale. Dal tema politico a quello economico il passo è breve: il valore di un prodotto dovrebbe basarsi sul tempo impiegato a produrlo da parte del lavoratore. Ma questo non accade.

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Il valore del lavoro

Nella realtà dei fatti il lavoratore viene ricompensato solo per le ore quantitative e non per l'impegno profuso. Questa situazione genera il plusvalore, cioè il valore aggiunto del prodotto che arricchisce il padrone, che diverrà in seguito il capitale padronale. Ciò non dipende o meno dall'onestà dell'imprenditore, ma è una vera e propria caratteristica peculiare del rapporto di produzione, del capitalismo.

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Le ragioni dell'abolizione del capitalismo

Per questa ragione, il filosofo tedesco sostenne l'abolizione totale del capitalismo, poiché genera soltanto disparità sociale. Marx propone come alternativa il comunismo, secondo il quale il proletariato si organizza e diviene una classe solida, forte e soprattutto consapevole della propria potenzialità di rivoluzionare il mondo. Solo il comunismo, secondo Marx, ridona all'uomo la sua dignità, liberandolo dall'oppressione capitalista.

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