Il teatro nell'età classica

di Pierfrancesco Palmisano difficoltà: media

Il teatro nell'età classica Il teatro dell'età classica altro non è che l'espressione dei miti di quella civiltà, greca e poi romana, che sta alla base della cultura occidentale. Nelle civiltà classiche teatro e mito (quello che noi chiameremmo "religione") erano strettamente correlati e, come, frammisti. Chi approfondisce quel periodo si accorgerà che l'origine di molti miti risiede in opere teatrali e che, viceversa, molte opere teatrali traggono origine ed alimento dai miti pre-esistenti. Un rapporto, dunque, dinamico e di continui "feedback", diremmo con un termine moderno, fra tradizione vivente, folklore (cioè "folk" = popolo e "lore" = conoscenza) e teatro.

1 Il teatro nell'età classica Il primo esempio che ci viene in mente, in relazione a tutto ciò di cui abbiamo parlato, è senza dubbio Omero. I suoi racconti sulla guerra di Troia e sulle avventure di Ulisse sono senza dubbio originali ma, altrettanto indubitabilmente, traggono origine da storie e miti preesistenti. Tutto l'Olimpo di dei ed eroi descritto da Omero deriva da una conoscenza ed una credenza popolare che esisteva già, ma che non disdegnava di farsi contaminare dai racconti di Omero. Per fare un paragone con il nostro Dante Alighieri, possiamo constatare come Dante abbia tratto la sua Commedia dalla Religione cristiana, del popolo in cui viveva. Ma la Commedia di Dante, per quanto capolavoro assoluto della letteratura italiana, non ha potuto in alcun modo modificare la Religione alla quale si ispirava. DIversamente dai racconti di Omero, che divennero effettivamente parte del mito.

2 Anche dal punto di vista architettonico, il teatro ha subito notevoli evoluzioni: i grandi tragediografi del passato come Eschilo, Sofocle ed Euripide, le cui opere solo in piccola parte sono giunte fino a noi, nel V secolo a. C. mettevano in opera i propri drammi in teatri lignei e non in quelle grandi costruzioni di pietra giunte fino a noi. Qual è stata l'evoluzione dello spazio teatrale nell'età classica? In questa breve sintesi tracceremo le tappe del suo sviluppo architettonico e semantico.

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3 Il teatro nell'età classica Dal punto di vista culturale, molti autori dell'epoca classica hanno attinto al substrato primordiale ed arcaico dell'anima umana (quello che Jung chiamerà "inconscio collettivo").  Pensiamo a grandi opere come l'Edipo Re del greco Sofocle (da cui Freud trarrà il concetto di "complesso edipico") o le Metamorfosi del romano Ovidio (che descrivono la valenza simbolica ma anche fortemente arcaica e - osiamo dire - sacra dello stupro).  Approfondimento Appunti sulle tragedie di Sofocle (clicca qui) Pensiamo anche al matricidio di Oreste, descritto sia da Sofocle che da Euripide, delitto incancellabile ed imperdonabile.  La violenza ed il sacro si fondono, così come storia e mito, nel teatro classico.

4 Architettonicamente, il teatro ha conosciuto un grande processo di trasformazione morfologica a partire dal tempo della settima Olimpiade (500-497 a. C.) quando il crollo delle tribune in legno nell'Agorà di Atene e la conseguente tragedia, portò i greci a ripensare lo spazio della rappresentazione. Per prima cosa si realizzò un edificio appositamente pensato per gli spettacoli teatrali, le sue strutture dovevano essere ben solide ma la pietra andò a sostituirsi al legno solo al tempo di Licurgo, nel IV secolo a. C.

5 Il teatro nell'età classica Sia il greco Eschilo che il romano Lucio Accio ci parlano nelle loro opere teatrali del mito di Prometeo, la cui importanza e simbolicità e nota a tutti ed è presente fino ai nostri giorni. Prometeo, per amore degli uomini, si ribella all'autorità di Zeus e vuole portare agli uomini la luce. Mito satanico luciferino o, invece, simbolo positivo della conoscenza e della scienza? O forse entrambe le cose, simbolo delle potenzialità positive e, contemporaneamente, negative che si celano in tutte le cose?

6 Il teatro nell'età classica Mito analogo a quello di Prometeo è quello di Antigone, ripreso da Sofocle nelle sue opere. Antigone è una donna tebana che si ribella alla volontà del suo Re per dare sepoltura al proprio fratello Polinice il cui corpo, per volontà del Sovrano, avrebbe dovuto rimanere insepolto alla mercé dei cani randagi e degli uccelli soprofagi. Questo mito ci mostra la forza e la superiorità del diritto naturale sul diritto positivo. Oltre duemila anni più tardi lo stesso concetto sarà ripreso nel medioevo cristiano da San Tommaso, che ci insegnerà che la legge è giusta solo se è conforme al diritto naturale e che pertanto è ingiusta la legge che vi si oppone.

7 Il teatro nell'età classica Il teatro romano fu, contenutisticamente ed architettonicamente, uno sviluppo di quello greco. Il primo teatro stabile venne costruito a Roma soltanto nel 55 a. C. Per opera di Pompeo. Il ritardo, rispetto ad altre zone italiane a partire dallo stesso Lazio, è dovuto alla funzione politica, potenzialmente sovvertitrice dell'ordine costituito, assunta talvolta dalla struttura. Fin dall'antica Grecia il teatro era luogo di assemblee e dibattiti, la sua costruzione nella Capitale poteva rappresentare un affronto al Senato. Rischio che Gneo Pompeo non ebbe paura di correre.

8 Il teatro nell'età classica La più grande caratteristica che distingue il teatro romano dall'antesignano greco, è la sua totale indipendenza architettonica, i latini non andarono a prediligere declivi naturali. Tra le grandi e piccole differenze segnaliamo il nuovo ruolo dell'orchestra come luogo riservato a spettatori importanti, la monumentalità della frons scenae che poteva raggiungere i tre piani e l'uso di coprire la struttura con dei teloni. Peculiarità del mondo romano è l'unione tra teatri e templi, componenti di uno stesso progetto architettonico. Il tempio è posto in cima al teatro, così che la costruzione assume un forte significato religioso e simbolico.

9 Il teatro nell'età classica Attenzione, sarebbe un errore pensare a un'evoluzione dell'edificio teatrale arbitraria e definitiva. Al tempo in cui si andavano a costruire e diffondere i grandi teatri in pietra, continuavano a esistere ed essere utilizzate le strutture provvisorie in legno, realtà che sono coesistite alle opere architettoniche permanenti. La storia del teatro è tutt'altro che lineare, è complessa e segue logiche diverse a seconda che ci si sposti in Grecia o in Italia, in Africa o in Asia Minore.

Antologia: il teatro Appunti di letteratura greca: Euripide La commedia latina: caratteristiche ed esponenti Carlo Goldoni: vita e opere

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