Il teatro nell'età classica

di Filippo Puddu difficoltà: media

Il teatro nell'età classicaLeggi Il teatro d'età classica altro non è che l'espressione mitica di quella civiltà, greca e poi romana, che sta alla base della cultura occidentale. Stiamo parlando di una realtà non immutabile, nel tempo il teatro greco ha subito diverse trasformazioni sia per quanto riguarda i contenuti degli spettacoli che gli spazi della rappresentazione. Basti pensare che i grandi tragediografi del passato come Eschilo, Sofocle ed Euripide, le cui opere solo in piccola parte sono giunte fino a noi, nel V secolo a.C. mettevano in opera i propri drammi in teatri lignei e non in quelle grandi costruzioni di pietra giunte fino a noi. Qual è stata l'evoluzione dello spazio teatrale nell'età classica? In questa breve sintesi tracceremo le tappe del suo sviluppo architettonico e semantico.

1 Il teatro nell'età classicaLeggi La tradizione vuole che il teatro abbia conosciuto un grande processo di trasformazione morfologica a partire dal tempo della settima Olimpiade (500-497 a.C.) quando il crollo delle tribune in legno nell'Agorà di Atene e la conseguente tragedia, portò i greci a ripensare lo spazio della rappresentazione. Per prima cosa si realizzò un edificio appositamente pensato per gli spettacoli teatrali, le sue strutture dovevano essere ben solide ma la pietra andò a sostituirsi al legno solo al tempo di Licurgo, nel IV secolo a.C.

2 Il teatro nell'età classicaLeggi Fin dalla sua nascita l'elemento fondante del teatro è stata l'orchestra, lo spazio circolare nel quale si svolgeva l'azione. In genere questa sorgeva alla base di un declivio naturale, originando la cavea, così che gli spettatori vi si potessero raccogliere intorno e godere a pieno dell'azione scenica, lo spazio a loro dedicato si svilupperà a emiciclo prendendo proprio il nome di theatron. È possibile che gli astanti inizialmente assistessero in piedi, tuttavia è testimoniata l'introduzione di panche in legno che andarono a formare le famose gradinate, o koilon. Nella metà del V secolo a.C. venne collocata, tangente l'orchestra e opposta agli spettatori, la skené, una baracca di pianta rettangolare che aveva un ruolo strettamente funzionale: ad esempio come camerino per gli attori o come magazzino. Ben presto la skené venne realizzata in muratura andando via via ad assumere un compito scenografico, se infatti nei primi tempi risultava essere un semplice fondale neutro, negli anni si sviluppò architettonicamente ed esteticamente. La struttura poteva così essere dotata di porte, finestre e colonne, raggiungere i due piani di altezza ed essere affiancata dai paraskenia, due edifici aggettanti che nel 450 a.C. circa trasferirono dall'orchestra ai piedi della skené, nel proscenio, lo spazio dell'azione scenica.

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3 Il teatro nell'età classicaLeggi Nell'arco di un secolo, dal momento della sua nascita, il teatro greco quale struttura architettonica conosce grandi trasformazioni, il modello in pietra che noi ben conosciamo appartiene alla piena età ellenistica.  Proprio in questo periodo la skené viene realizzata con blocchi litici e abbellita con pinakes, dei quadri decorativi.  Approfondimento Sei personaggi in cerca d'autore di Pirandello: analisi (clicca qui) Tuttavia i quadretti pitturati non venivano più usati nel II secolo a.C.  a loro si preferiva una frons scenae architettonica.  Da qui il termine “scenografia” che originariamente starebbe a indicare non il quadro scenico, ma la decorazione della skené.  L'edificio scenico d'età ellenistica comprende due piani, quello più elevato è il proscenio, il luogo dell'azione che può raggiungere addirittura i tre metri d'altezza, mentre quello più basso è l'orchestra, spazio che accoglie il coro e che utilizza come sfondo le colonne che sostengono e decorano lo stesso proscenio.. 

4 Il teatro nell'età classicaLeggi È corretto considerare il teatro romano come sviluppo di quello greco, sebbene la cultura ellenistica permeò ben presto l'intero tessuto latino, il primo teatro stabile venne costruito a Roma soltanto nel 55 a.C. per opera di Pompeo. Il ritardo, rispetto ad altre zone italiane a partire dallo stesso Lazio, è dovuto alla funzione politica assunta talvolta dalla struttura, fin dall'antica Grecia il teatro era luogo di assemblee e dibattiti, la sua costruzione nella Capitale poteva rappresentare un affronto al Senato. Rischio che Gneo Pompeo non ebbe paura di correre. La più grande caratteristica che distingue il teatro romano dall'antesignano greco, è la sua totale indipendenza architettonica, i latini non andarono a prediligere declivi naturali. Tra le grandi e piccole differenze segnaliamo il nuovo ruolo dell'orchestra come luogo riservato a spettatori importanti, la monumentalità della frons scenae che poteva raggiungere i tre piani e l'uso di coprire la struttura con dei teloni. Peculiarità del mondo romano è l'unione tra teatri e templi, componenti di uno stesso progetto architettonico. Il tempio è posto in cima al teatro, così che la costruzione assume un forte significato religioso e simbolico.

5 Il teatro nell'età classicaLeggi Attenzione, sarebbe un errore pensare a un'evoluzione dell'edificio teatrale arbitraria e definitiva. Al tempo in cui si andavano a costruire e diffondere i grandi teatri in pietra, continuavano a esistere ed essere utilizzate le strutture provvisorie in legno, realtà che sono coesistite alle opere architettoniche permanenti. La storia del teatro è tutt'altro che lineare, è complessa e segue logiche diverse a seconda che ci si sposti in Grecia o in Italia, in Africa o in Asia Minore.

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