Il fascismo in breve

di Francesca Carraro difficoltà: media

Il fascismo in breve Il Fascismo è l'ideologia politica nata in Italia dopo la Prima Guerra Mondiale. Deve il suo nome ai "Fasci italiani di combattimento" fondati da Benito Mussolini nel 1919: si trattava di gruppi di cittadini riuniti con lo scopo di fermare "l'avanzata bolscevica" in Italia. Come simbolo avevano il fascio littorio, ovvero una fascina di bastoni di betulla (che simboleggiavano il potere di punire), legate con stringhe di cuoio (che rappresentavano l'unione) e spesso contenevano un'ascia (simbolo del potere di vita e di morte). I Fasci furono ufficialmente sciolti come nel 1921, alla nascita del vero e proprio Partito Fascista Italiano. La figura di spicco del fascismo italiano fu Benito Mussolini. Il fascismo si può suddividere in diverse fasi storiche, vediamole in breve.

1 Il fascismo in breve Le conseguenze della Prima Guerra Mondiale. Nel 1918, al termine della Grande Guerra, l'Italia si ritrova disastrata. Conta più di due milioni di vittime fra morti, dispersi e mutilati, l'inflazione ha superato il 400%, la riconversione dell'industria dalla produzione di guerra a quella di pace è complicata e sta danneggiando il tessuto economico, così molte fabbriche chiudono creando una disoccupazione massiccia. Sul versante dei rapporti internazionali, l'Italia soffre di quella che viene schernita come la "vittoria mutilata", viste le insoddisfacenti condizioni dei trattati di pace per l'Italia (la cosiddetta Questione Fiumana). In questa fase storica, e a causa delle vittorie della Rivoluzione Russa, in Italia prende piede il Partito Socialista Italiano, che diventa la prima forza politica del Paese. Contemporaneamente, il malcontento e le disastrose condizioni economiche e sociali si rivelò terreno fertile per la formazione di gruppi di individui che non vedevano nel socialismo la soluzione per il proprio malcontento e la propria delusione. Un gruppo che si rivelerà decisivo per la storia d'Italia fu quello fondato a Milano da Mussolini il 23 marzo 1919, giorno dell'istituzione del primo fascio di combattimento, che ricalca la simbologia e la visione marziale degli ex arditi della Grande Guerra. I Fasci furono il braccio attivo dell'ideologia, e si distinsero per i contrasti sul campo con i socialisti che, nel cosiddetto "Biennio rosso", cominciarono a riorganizzare fabbriche e terreni agricoli in tutta Italia, con un'auto-organizzazione sul modello del soviet. Mentre i Fasci crescevano di numero e cominciavano a venire temuti per la violenza fisica con cui colpivano gli avversari politici, le elezioni del 1919 diedero il 32% ai socialisti e il 20% al Partito Popolare, lasciando i Fasci a bocca asciutta. Sul piano pratico, invece, i Fasci si rivelarono efficaci negli attacchi, mentre Mussolini manovrava politicamente per destabilizzare il Partito Socialista, che si scinderà nel 1921 dando vita al Partito Comunista Italiano. Il 7 novembre 1921 nasce il Partito Fascista Italiano, abbandonando l'atteggiamento esclusivamente rivoluzionario ed entrando nella politica italiana con l'accettazione di alcuni compromessi legalitari.

2 Il fascismo in breve L'entrata nella politica e la svolta dittatoriale. Dopo aver visto eletti i primi deputati nel 1921, il Partito Fascista aumentò la sua visibilità e popolarità gestendo, seppur malamente, la situazione degli scioperi del 1922. Il 30 ottobre 1921, dopo due giorni di marcia, 50.000 camicie nere entrarono a Roma (la celebre Marcia su Roma) mentre re Vittorio Emanuele III trattenne Badoglio e l'Esercito Regio dal disperdere i manifestanti. Questa scelta del re viene attribuita al desiderio di evitare una strage e al calcolo politico, per cui allearsi con Mussolini avrebbe portato vantaggi alla corona. Mussolini venne incaricato immediatamente di formare il nuovo governo, e intraprese a legiferare per la normalizzazione della squadre fasciste, favorì gli invalidi di guerra, riformò la scuola e assestò la questione del confine con la Jugoslavia. Nel 1924 Mussolini fece approvare una legge che l'avrebbe largamente favorito alle elezioni (in effetti il 6 aprile 1924 guadagnò quasi il 65% dei voti), facendo assassinale il deputato Giacomo Matteotti, che aveva protestato contro tale ingiustizia. La tensione crebbe attorno all'indiscusso coinvolgimento dei fascisti nel delitto Matteotti, e Mussolini rispose di fatto con un colpo di mano ancora più incisivo, pronunciando, il 3 gennaio 1925, un discorso alla Camera in cui si assumeva personalmente ogni responsabilità per i fatti di sangue avvenuti sotto la sua egida. Da quel momento si considera instaurata la dittatura fascista. Questo periodo si contraddistingue per i provvedimenti liberticidi: divenne illegale riunirsi e fu abolita la libertà di stampa e di parola, venne ripristinata la pena di morte e sciolte tutte le associazioni non fasciste. Si istituì un vero e proprio regime totalitario in cui ogni aspetto cruciale della vita di un italiano, dai più piccoli ai più vecchi, era controllato dall'ideologia politica tramite strutture politicizzate.

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3 Il fascismo in breve Chiesa, Economia e Politica Interna.  Mussolini firmò i celebri Patti Lateranensi (11 febbraio 1929) in cui venne stabilito il mutuo riconoscimento fra il Regno d'Italia e la Santa Sede, con la fondazione di Città del Vaticano.  Approfondimento Appunti sul fascismo (clicca qui) Sul piano dell'economia interno, Mussolini reagì alla crisi inserendo nell'agenda italiana l'autarchia, in modo da non soffrire per le conseguenze della crisi del '29 e per i tassi di cambio di valuta molto mobili che affliggevano la lira, penalizzando ora l'importazione, ora l'esportazione.  Le materie prime non presenti in Italia, ma solo all'estero, furono per quanto possibile sostituite, e lo stesso avvenne con le parole e i nomi di città di origine straniera, che vennero tutti italianizzati.  Sul fronte della politica interna Mussolini varò una mastodontica campagna per la bonifica di aree malsane e paludose, con la contestuale costruzione di centri urbani.  Le bonifiche più famose avvennero in Lazio, Puglia, Sicilia, Sardegna e Friuli, e le città create ex novo più note sono Sabaudia e Littoria.. 

4 Il fascismo in breve Politica estera. Sul territorio nazionale la propaganda arrivò alle minacce violenze elettorali: alle elezioni del 25 marzo 1934, a seconda che si volesse votare pro o contro il regime fascista, si usava una scheda elettorale di colori diversi, in modo che chi avesse votato contro, avrebbe potuto essere facilmente identificato. All'estero Mussolini preme per instaurare un impero coloniale italiano e conquistare "un posto al sole" che garantisca all'Italia grandi vantaggi, risorse e materie prime. Fra il 1934 e il 1936 il colonialismo assorbe gran parte delle energie del Regno d'Italia, che arriverà a contare sia colonie africane che, in un secondo momento, europee. Oltre alla Libia strappata all'Impero ottomano nel 1912, l'Italia prenderà l'Eritrea (sede decennale di colonie italiane, viene conquistata dalla Gran Bretagna nel 1942), la Somalia italiana (qui si contano le prime colonie già dal 1890, e resterà sotto l'amministrazione italiana fino al 1960), e l'Etiopia italiana (o Abissinia, conquistata ed annessa nel 1936, resterà italiana fino al 1942); in Europa strapperà il Dodecanneso e l'Albania, già nelle sfera di influenza italiana per eventi antecedenti la venuta del Fascismo. Per l'invasione dell'Etiopia, che avvenne usando anche i micidiali gas, l'Italia venne sanzionata dalla Società della Nazioni con embargo su armi e munizioni e con limitazioni sia nelle importazioni che nelle esportazioni. Le sanzioni furono largamente inefficaci perché vennero rispettate da un solo partner: la Gran Bretagna. Le conquiste imperiali non portarono ricchezze ma debiti, poiché le casse statali furono svuotate per la costruzione di infrastrutture necessarie per un arricchimento che non avvenne mai.

5 Il fascismo in breve I rapporti con l'estero. Oltre alle velleità colonialistiche, l'Italia fascista visse anni di fermento anche nella politica estera europea. In Spagna divampava la guerra civile, scoppiata nel 1936 e durata fino al 1939: l'Italia fascista e la Germania Nazista, con l'aiuto della Chiesa Cattolica, collaborarono per favorire la Falange (un movimento spagnolo di tipo fascista), che intendeva rovesciare il governo eletto democraticamente, contra il Fronte Popolare, fedele alla repubblica. L'esito favorì i fascisti, e venne instaurata la dittatura del generale Francisco Franco, di idee filofasciste, che durò fino al 1975. Per quanto riguarda i rapporti con l'altra grande dittatura europea, la Germania di Hitler, Mussolini ebbe un atteggiamento ambivalente. Dopo aver ripudiato le leggi antisemite espresse da Hitler nel 1933, Mussolini stesso pubblicò il Manifesto della razza, ricalcando le posizioni estremiste del dittatore tedesco. I rapporti fra Italia e Germania si rafforzano fino alla firma, il 22 maggio 1939, del Patto d'Acciaio, che vedeva le due nazioni alleate sia con scopi difensivi che offensivi, con consultazioni permanenti in tutti glia spetti riguardanti i reciproci "interessi vitali". Si tratta di una mossa su una scacchiera che è fortemente vicina alla guerra vera e propria. La Germania si è già sbilanciata molto annettendo l'Austria e i Sudeti.

6 La seconda guerra mondiale. Il primo settembre 1939 la Germania invase la Polonia, e dopo 2 giorni, il 3 settembre, Gran Bretagna e Francia le dichiararono guerra. Mussolini, seppure legato alla Germania dal Patto d'Acciaio, all'inizio optò per la non belligeranza, attendendo i rapidi successi tedeschi prima di decidersi a schierarsi. Mussolini dichiarò guerra a Francia e Gran Bretagna il 10 giugno 1940, entrando in guerra nove mesi dopo la Germania, e con l'ordine alle truppe di mantenere "un contegno difensivo". Quattro giorni dopo la resa francese alla Germania, l'Italia attaccò le truppe francesi, scatenando il dissenso internazionale, per di più perdendo molti soldati in un'azione considerata inutile e vergognosa, conclusa nell'armistizio italo-francese del 24 giugno 1940. La successiva mossa italiana fu l'attacco alla Grecia, senza consultare la Germania, per cui Mussolini incitò le truppe a "spezzare le reni alla Grecia": l'Italia subì da subito la forza inaspettata della Gracia, tanto che fu la Germania a inviare i propri rinforzi, rimandando l'invasione della Russia. Da questo momento, Mussolini si limitò a usare l'esercito italiano come supporto a quello tedesco, senza più prendere iniziative.

7 La fine della guerra. Nel luglio del 1943 i soldati statunitensi sbarcarono in Sicilia cominciando una risalita inarrestabile, che portò in sole due settimane alla destituzione a all'arresto di Mussolini. Il re e lo stato maggiore avevano assistito per due anni alle scelte strategiche e tattiche fallimentari di Mussolini, e avevano deciso di convocare il Gran Consiglio del Fascismo per far uscire di scena Mussolini e riportare il potere nelle mani del re. In questo breve momento le sorti del fascismo sono sganciate dal destino del leader storico, finché i tedeschi non riescono a liberare Mussolini. L'Italia si trova presto divisa in due dalla Linea Gotica col re che cerca di portare alla normalità il sud, liberato dagli Alleati, e Mussolini che fonda a Salò la Repubblica Sociale Italiana, che sarà abbattuta dagli americani.

8 La fine di Mussolini. La caduta della Repubblica di Salò avvenne in tre tempi, determinando di fatto la fine del fascismo in Italia. Il 25 aprile 1945 il governo Mussolini sciolse di fatto il giuramento per i civili e i militari. Oggi la ricorrenza viene ancora celebrata in Italia come Festa della Liberazione. Tre giorni dopo, il 28 aprile 1945, Mussolini e parte degli esponenti del suo governo vennero fucilati. Infine, il 29 aprile 1945, viene firmata la Resa di Caserta, che entrerà in vigore il 2 maggio. Si tratta di una resa incondizionata che interessò anche i comandanti tedeschi ancora attivi sul territorio italiano. Tre anni dopo, nel 1948, la prima Costituzione Italiana mise fuorilegge il Partito Nazionale Fascista, vietandone la ricostituzione.

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