Il Dopoguerra in Italia

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Introduzione

La I Guerra Mondiale aveva fatto una strage di combattenti. La II Guerra Mondiale invece era stato un vero e proprio flagello molto più grave del precedente, infatti aveva fatto anch'essa una strage di combattenti ma anche delle popolazioni civili e dei territori lontani dai fronti di battaglie. Il nostro Paese, l'Italia, era in profonda crisi economica, l'agricoltura era rimasta danneggiata sia dalla mancanza di manodopera impegnata a combattere che dalla mancanza di terreni da coltivare, l'industria si era dedicata solo alla produzione di armi e quindi necessitava di essere ridimensionata per poter adeguarsi alle necessità dei civili, il commercio non aveva più i suoi mercati ed aveva difficoltà a trovarne dei nuovi. In questo articolo vorrei parlarvi sul tema del dopoguerra in Italia. Il dopoguerra in Italia è stato un periodo molto difficile per tutto il nostro Paese.

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Conseguenze delle due guerre mondiali

Le conseguenze delle due guerre mondiali avevano pesato soprattutto sui contadini, gli operai ed i piccoli proletari. Ci furono degli assalti ai negozi e con l'occupazione di campi agricoli. Successivamente cominciarono anche gli scioperi sia del lavoratori agricoli che degli operai.

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Nascita del Partito Popolare Italiano

Si manifestava in Italia sempre di più il desiderio di cambiare l'ordinamento dello Stato. Il Partito Socialista sosteneva la necessità della lotta contro lo Stato, a favore del proletariato. Nel 1919 nasceva in Italia un nuovo partito, ovvero il Partito Popolare Italiano. Il Partito Popolare Italiano chiedeva delle riforme economiche e delle riforme sociali.

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Il Biennio rosso

Il Biennio rosso è stato il periodo dal 1919 al 1920. In questi due anni del Biennio rosso i contadini e gli operai continuavano a fare scioperi e dimostrazioni. Infatti in Italia in questi due anni non vi era un governo stabile, e la situazione era molto difficile per tutti i lavoratori, ma in modo particolare per i contadini e per gli operai.

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Interventi dei socialisti

I socialisti all'epoca si erano opposti all'intervento dell'Italia in guerra poiché voleva unire i lavoratori in una sola comunità. I reduci della guerra aderirono ai principi internazionalistici del socialismo accusando le classi benestanti di aver voluto la guerra per arricchirsi a svantaggio dei poveri.

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Nascita del partito fascista

Nel 1919 ci fu la nascita di un nuovo partito, i Fasci di combattimento. Il fondatore dei Fasci di combattimento fu Benito Mussolini. Benito Mussolini sosteneva la necessità di sconfiggere lo Stato borghese ricorrendo alla violenza rivoluzionaria. Però, a causa dei suoi atteggiamenti violenti, Benito Mussolini fu allontanato dai socialisti dal partito a cui era iscritto. Alla fine della I Guerra Mondiale Benito Mussolini convinse gli ex-combattenti ad unirsi a lui per il bene dell'Italia, dando così origine in Italia al partito fascista.

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