Il dativo latino: guida al suo utilizzo

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Nella lingua latina, i casi sono sei e si distinguono in diretti ed indiretti: nominativo, accusativo e vocativo fanno parte della prima categoria mentre genitivo, dativo ed ablativo fanno parte della seconda. Il dativo è il caso del complemento di termine e di vantaggio. È comunque buona norma controllare il vocabolario che fornisce tutte le informazioni necessarie per attribuire il corretto significato ai verbi in relazione al complemento che li accompagna. Nella guida che segue, a tal proposito, vi sarà spiegato il suo utilizzo all'interno delle frasi.

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Occorrente

  • Appunti
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Formare il complemento oggetto con il dativo

Vi sono altri verbi latini che si costruiscono con il dativo e nella traduzione italiana reggono altri tipi di oggetto indiretto: benedico, maledico, succenseo, gratulor, irascor, fido, confido, diffido e tutti i composti di sum (ad eccezione di absum ed insum). Un esempio è ''Parum iuventuti fidebant'', ovvero "Si fidavano poco della gioventù". Il dativo latino può corrispondere a un complemento oggetto diretto italiano con verbi come faveo, ignosco, insulto, invideo, parco, persuadeo, studeo, supplico, adversor, auxilior, blandior, insidior. Un esempio è ''Vidi nobis invidere'', ovvero "Ho visto che ci invidiano".

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Esprimere il dativo in relazione a un verso

Il dativo esprime la sua funzione nella maggior parte dei casi in relazione a un verbo, dal momento che molti di essi hanno il complemento necessario in dativo (che corrisponde in italiano al complemento introdotto da "a"). Questi verbi sono cedo, succumbo, adversor, oppugno, resisto, prosum, placeo, noceo, obsum, officio, placeo displiceo, pareo, obtempero, credo. Ad esempio ''Fortunae cedendum est'', ovvero "Bisogna piegarsi al destino". Con tutti questi verbi il datino latino corrisponde ad un complemento di termine italiano.

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Utilizzare il dativo etico o affettivo

Il dativo può essere utilizzato anche per altri complementi che sono subordinati di verbi ma non indispensabili per realizzare una frase compiuta dal punto di vista sintattico; il dativo di interesse indica la persona o la cosa a danno o a vantaggio della quale si compie l'azione del verbo, ad esempio ''Statuae consulibus positae sunt'', cioè "Vennero poste statue in onore dei consoli". Il dativo etico o affettivo si può trovare solo con i pronomi mihi, nobis, tibi e vobis, che indicano la persona a cui il fatto interessa in maniera specifica. Il dativo unito al verbo sum (predicato verbale) indica il dativo di possesso che in italiano si traduce con il verbo avere e con il nome del possessore come soggetto, ad esempio ''Tauris cornua sunt'', ovvero "I tori hanno le corna".

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Con tutti questi verbi il datino latino corrisponde ad un complemento di termine italiano.
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