Grammatica: guida ai verbi servili e fraseologici

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Introduzione

La grammatica italiana è sicuramente una di quelle più ricche di casi particolari ed eccezioni: tale ricchezza è data dal fatto che l'italiano, oltre ad essere una lingua neolatina, cioè derivata dal latino, si è arricchito nel corso dei secoli di elementi lessicali e sintattici propri di altre lingue, come il greco, l'arabo, lo spagnolo ed il francese. Nel panorama dei verbi, troviamo due categorie particolari, i verbi servili e fraseologici: non è difficile capire la loro funzione e come essi vengano usati nella costruzione dei periodi, tuttavia seguendo questa guida sarà facile evitare spiacevoli errori.

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Verbi servili

Fanno parte della categoria dei verbi servili i verbi potere, dovere e volere, ed altri ad essi strettamente collegati, come ambire, desiderare, aspirare e preferire. La costruzione dei verbi servili è regolata da una facilissima formula: il verbo servile viene coniugato secondo il tempo, il modo e la persona desiderata, facendolo seguire poi dall'infinito del verbo correlato. Come avviene per i verbi ausiliari, anche i verbi servili possono esistere in senso assoluto, ovvero non accompagnati da un altro verbo: questo è chiaro nelle frasi di esempio "Luigi ti deve la sua salvezza" o, più semplicemente "Voglio quella maglia rossa". Possono svolgere funzione servile anche i verbi solere (essere soliti), e sapere.

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Verbi fraseologici

I verbi fraseologici si completano con il verbo all'infinito seguente, raramente, col gerundio o col participio, ma senza dare origine a modificazioni della frase ovvero senza cambiare il senso complessivo delle espressioni, pertanto anche se si elimina il verbo fraseologico, il significato rimane lo stesso. I verbi fraseologici possono esprime un'azione che sta per aver inizio. In questo caso sono indicati con espressioni quali "stare per", "essere sul punto di", "essere in procinto di" oppure "essere lì per".
Vengono impiegati anche per individuare un'azione che si sta svolgendo. A tale scopo si esprimono con il verbo stare seguito dal gerundio, dal verbo andare + gerundio o dal verbo venire+ gerundio.

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Precisiazioni sui verbi servili

Questi verbi servono anche per esprimere un'azione che continua nel tempo indicandola con "continuare a", "persistere a o nel", "ostinarsi a", "seguitare a" e " insistere a o nel".
Possono anche esprimere qualcosa che si conclude con fraseologie quali "finire di", "cessare di", "smettere di" o "terminare di".
Servono anche per indicare un'azione causata dal soggetto della frase con l'utilizzo dei verbi fare e lasciare. I verbi fraseologici possono esprimere sia un'azione tentata che subita dal soggetto della frase mediante espressioni quali, per il primo caso, "sforzarsi di", "provare a", "tentare di" e "cercare di", mentre, per il secondo caso, con "vedersi", "lasciarsi" e "trovarsi" seguiti da infinito o participio passato.

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