Gli errori più comuni d'italiano

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Difficoltà: media
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Introduzione

L'italiano è una lingua abbastanza complessa; essa infatti presenta diverse specificità. Queste ultime sono legate a parole, verbi, punteggiatura e sintassi. Per evitare di commettere imprecisioni è fondamentale acquisire una corretta conoscenza linguistica. Studiare le regole grammaticali è indispensabile per il corretto utilizzo dell’italiano. Anche una lettura periodica aiuta ad evitare gli errori più comuni. Leggendo questa guida si possono avere alcuni utili consigli su come è possibile evitare gli errori più comuni d'italiano.

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Occorrente

  • Un buon libro di grammatica
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Punteggiatura

Uno degli errori più comuni è l’uso scorretto della punteggiatura. L'apostrofo è quello che crea maggiori difficoltà; bisogna ricordarsi che si deve utilizzare soltanto in caso di cacofonia. Cioè va usato quando cade la vocale alla fine di una parola; ad esempio “lo asciugamano” diventa “l’asciugamano”. L'articolo indeterminativo maschile "un" non va apostrofato, mentre "una" si deve apostrofare, ad esempio: "un albero", "un'anatra". Un errore che si fa spesso nello scritto è quello dell'uso degli accenti. Per non sbagliare basta ricordare che l'accento va utilizzato solo per le parole che si devono distinguere da altre, ad esempio: "sì" affermazione, "si" riflessivo.

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Sintassi

In italiano la sintassi ha delle regole precise. Se non si conoscono queste norme grammaticali si corre il rischio di commettere degli errori. Tra i più frequenti c’è quello della virgola interposta; essa non va mai posizionata tra soggetto e verbo. Non bisogna scrivere “io, mangerei la mela”, ma “io mangerei la mela”. Gli errori verbali più comuni sono l’uso del condizionale in sostituzione del congiuntivo. La corretta forma verbale è la seguente: se + congiuntivo + condizionale, ad esempio: se avessi voglia, studierei.

Continua la lettura
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Grammatica

Un errore grammaticale abbastanza comune è la mancanza della consonante "h" nel verbo avere. Scrivere “Maria a studiato” è una gravissimo errore; “a” è una preposizione semplice e non l’ausiliare del verbo avere. È corretto scrivere “Maria ha studiato”. Un'inesattezza grammaticale può essere anche l'uso di "me" e "mi"; a volte si dice: “a me mi piace”. Questa struttura grammaticale è scorretta in quanto "me" e "mi' hanno lo stesso significato e si riferiscono alla stessa entità. La giusta forma è “a me piace” oppure “mi piace”. Generalmente si tende a raddoppiare alcuni suoni duri a fine parola, ad esempio "mercoledì"; nel parlato si raddoppia l'ultima sillaba. Questo errore viene fatto soprattutto nelle zone del sud.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Lo studio accurato delle regole grammaticali ed una lettura costante vi aiuteranno a correggere facilmente eventuali errori d’italiano.

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