Fisica: la pressione atmosferica

di Lucia Bernasconi difficoltà: media

Fisica: la pressione atmosferica Alcuni concetti riguardanti la fisica possono sembrare complicati, ma sono sicuramente utili per comprendere alcuni aspetti della realtà quotidiana. In questa breve guida verrà spiegata la pressione atmosferica e alla fine della lettura avrete tutti gli strumenti per comprendere appieno il concetto. Iniziamo col dire che la pressione atmosferica non è costante e il suo valore varia a seconda del punto dell'atmosfera terrestre in cui viene misurata e corrisponde al peso della colonna d'aria (composta dai gas presenti nell'atmosfera) che agisce sul punto in questione. Se si considera uno stesso punto, la pressione sarà maggiore quanto più alta è la colonna d'aria che lo sovrasta. Il primo che scoprì che l'aria ha effettivamente un peso e che quindi esercita una pressione, fu Evangelista Torricelli, che per primo perfezionò il barometro, lo strumento attraverso il quale si può calcolare la pressione atmosferica, costituito da un tubo di una lunghezza superiore agli 80 cm con un'estremità aperta immersa in una vaschetta, anch'essa contenente mercurio. Egli compì esperimenti a livello del mare, a una temperatura di 0°C a una latitudine di 45°e la pressione ottenuta risultò essere pari al peso di una colonna di mercurio alta 76 cm, con una superficie base di un centimetro quadrato, che egli definì pari ad 1 atmosfera.

1 Come è già stato sottolineato, la pressione atmosferica è un valore molto variabile e non dipende solo dal punto in cui viene misurata, ma anche da altri fattori. Varia infatti in base all'altitudine, alla latitudine, alla temperature e all'umidità. Un importante ambito di applicazione dell'atmosfera è sicuramente la meteorologia. I meteorologi riportano su apposite carte geografiche i valori della pressione atmosferica e uniscono attraverso delle linee tutti i punti che hanno la stessa pressione atmosferica. Queste linee sono dette "isobare" e si presentano in genere come linee curve e concentriche accanto a cui vengono riportati i valori della pressione, rendendo evidenziabili le zone di alta e bassa pressione.

2 Riuscire a leggere le variazioni di pressione non è troppo complicato: se i valori della pressione aumentano andando verso le isobare centrali significa che si tratta di una zona con pressione atmosferica più alta rispetto a quelle circostanti, quando succede il contrario, siamo invece davanti a una zona di bassa pressione. Un'area ad alta pressione è caratterizzata da aria fredda e asciutta e viene anche chiamata anticiclonica. Un'area a bassa pressione è invece caratterizzata da aria calda e umida.

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3 Il rapporto tra la differenza di pressione in due punti presi su isobare diverse, e la distanza che li separa, prende il nome di "gradiente barico orizzontale".  Quando le isobare sono ravvicinate fra loro, il gradiente barico è elevato, quando invece sono distanziate, il gradiente barico è basso.  Approfondimento Come calcolare la pressione barometrica (clicca qui) In base alle isobare che indicano i valori medi di pressione calcolati annualmente sulla Terra, il globo risulta diviso in fasce di alta o bassa pressione, costanti per tutto l'anno.  La lettura e lo studio delle aree a bassa e alta pressione è fondamentale in molti campi e grazie ad esso sono possibili le previsioni del tempo.

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