Conseguenze della prima guerra mondiale

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Introduzione

La prima guerra mondiale scoppiò nel 1914 e vide coinvolti l'Impero Tedesco, l'Impero Austro-ungarico e l'Impero Ottomano contro Impero Russo, il Regno di Serbia, l'Impero britannico, l'Impero Giapponese, il Regno d'Italia, gli Stati Uniti e altri stati minori. Configuratasi in un primo momento come guerra europea, si allargò su scala mondiale quando entrarono nel conflitto gli USA e il Giappone. Viene ricordata anche come "La Grande guerra" sia per il numero di stati coinvolti, sia per le nuove armi e tecniche di combattimento che hanno provocato ventiquattro milioni di morti. La guerra terminò nel 1918 quando la Germania firmò l'armistizio imposto dagli alleati. La fine della guerra porto con sé una serie di conseguenze che hanno cambiato l'assetto politico dell'Europa e il ruolo economico di molti degli stati coinvolti.

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Fine dell'Impero Tedesco

Nella Conferenza di Parigi furono discussi i trattati di pace. Quello con la Germania fu firmato il 28 giugno del 1919 a Versailles. Il presidente degli Stati Uniti Wilson, quello inglese George e quello francese Clemenceau presero le decisioni più importanti. La Germania alla fine della guerra fu costretta ad accettare pesanti condizioni di pace che passarono alla storia come un vero e proprio diktat. Il trattato di Versailles segnò la fine dell'Impero coloniale tedesco. Le colonie tedesche infatti passarono all'Inghilterra e alla Francia come mandati. L'Alsazia e la Lorena tornarono alla Francia, mentre la Polonia riacquistò l'assetto politico precedente alla prima guerra mondiale. Infine la Germania si impegnò a pagare un ingente riparazione di guerra di 20 miliardi di marchi.

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Fine dell'Impero Austro-ungarico

I trattati di Saint-German furono invece firmati dall'Austria e dall'Ungheria. L'Impero Austro-ungarico fu smembrato e al suo posto si formò lo stato della Cecoslovacchia, formato da Boemia e Slovacchia. Nacque inoltre la Jugoslavia, dall'unione della Serbia con la Slovenia, la Croazia, La Bosnia-Erzegovina e il Montenegro. Questi stati furono creati senza rispettare a pieno il principio di nazionalità per cui sin dalla fine della prima guerra mondiale furono politicamente instabili.

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Fine dell'Impero Ottomano

Il trattato di Sévres invece fu firmato il 10 agosto del 1920. Esso prevedeva che l'Impero Ottomano rinunciasse all'Iraq, alla Palestina, alla Siria e alla Giordania, che furono affidate alle Gran Bretagna e alla Francia. La Grecia ottenne parte dell'Anatolia, mentre Armenia e Kurdistan divennero indipendenti. Dell'Impero Ottomano quindi di fatti restò la Turchia, la cui capitale da Istambul fu trasferita ad Ankara. Intanto in Turchia dopo la fine della prima guerra mondiale la guida del movimento nazionalista fu assunta da Mustafà Kemal, chiamato poi Ataturk, cioè "padre dei Turchi", che guidò la presa dell'Anatolia e depose il sultano Maometto VI. Ebbe fine così l'impero ottomano.

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Rafforzamento degli Stati Uniti

Gli stati uniti non ottennero colonie e nuovi possedimenti. Il loro ruolo internazionale però crebbe a dismisura e fece entrare gli Stati Uniti a pieno titolo tra le maggiori potenze mondiali, posizione che non verrà mai meno. L'influenza degli USA infatti fu cruciale nelle conferenze internazionali e per la formazione della Società delle nazioni. Al ruolo politico di primo piano seguiva inoltre un accresciuto potere economico, soprattutto grazie alle industrie statunitensi legate alla produzione bellica.

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Fondazione della Società delle Nazioni

Nel 1918 il presidente americano Wilson aveva avanzato una proposta di pace in 14 punti, basata sui valori della giustizia, della democrazia e della libertà dei popoli. Prevedeva inoltre la fondazione di una Società delle Nazioni che risolvesse le tensioni e i problemi internazionali. Durante la Conferenza di Parigi dell'anno successivo la sua proposta fu accettata. Fu quindi approvato lo statuto della Società delle Nazioni. Esso prevedeva un'assemblea, un consiglio e un segretario che avrebbero dovuto impegnarsi contro gli accordi segreti, a favore del disarmo e dell'indipendenza delle colonie. Gli organi della Società delle Nazioni però non ebbero la forza necessaria di imporsi su tutti gli stati, anche a causa del fatto che le maggiori potenze non ne fecero parte. Prima di tutto gli Stati Uniti, che pure avevo promosso il progetto. Successivamente anche la Germania e l'Unione Sovietica si rifiutarono di farne parte.

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