Come riclassificare un bilancio per indici

di Ralf Bloom tramite: O2O difficoltà: media

Gli articoli 2423 e seguenti del "Codice Civile" regolamentano la redazione del bilancio d'esercizio, ovvero lo strumento finalizzato a rappresentare la situazione economica, patrimoniale e finanziaria di un'impresa.
In realtà, seguendo il dettato codicistico e la struttura del bilancio da esso prevista, questa situazione non può essere interamente compresa: infatti, gli obiettivi del legislatore sono differenti da quelli che potrebbe avere un'azienda o chiunque sia interessato ad analizzarla specificatamente.
Pertanto, sarà necessario riclassificare (raggruppare le svariate poste in modo differente da quanto previsto dal "Codice Civile") il bilancio d'esercizio ("Stato Patrimoniale" e "Conto Economico"), per costruire un insieme di indici (rapporti numerici indicanti lo stato dell'impresa): se non sapere assolutamente come bisogna procedere, leggete attentamente le istruzioni riportate nei passaggi successivi della seguente pratica guida.

1 Stato Patrimoniale Con riferimento allo "Stato Patrimoniale", esistono due criteri di riclassificazione che possono essere utilizzati ed il primo è il criterio di liquidità, che prevede di riclassificare le diverse voci di bilancio secondo il periodo temporale richiesto affinché si possano trasformare in poste liquide (moneta).
Precisamente, le attività dovranno essere suddivise in:
- "Attività correnti" (breve termine), a loro volta divise in "Attività immediate", "Attività differite" e "Disponibilità" (secondo un grado di liquidità decrescente);
- "Attività consolidate" (lungo termine), che sono le immobilizzazioni (tecniche, immateriali e finanziarie).
Le passività del bilancio d'esercizio, invece, sono ripartite in "Passività correnti", "Passività consolidate" e "Patrimonio Netto" (ritenuto con un grado di liquidità minimo).

2 Il criterio L'altro criterio riguardante lo "Stato Patrimoniale" è quello della pertinenza gestionale, che prevede la distinzione tra le poste, secondo che esse siano o meno presenti nella gestione caratteristica dell'azienda.
Pertanto, per le attività, esse saranno divise in:
- "Attività operative", a loro volta distinte in "Attività correnti" (come i "crediti verso clienti" e le "scorte di magazzino") e "Attività immobilizzate";
- "Attività non operative" (senza nessuna distinzione tra breve e lungo termine), che rappresentano tutti gli elementi esterni all'attività tipica dell'azienda.
Infine, per le passività, non sono presenti specifiche differenze rispetto a quanto esplicato precedentemente sul criterio della liquidità.

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3 Conto Economico Conclusa la parte sullo "Stato Patrimoniale", bisogna passare al "Conto Economico" e, anche in questo caso, ci sono due metodi riclassificativi applicabili, che differiscono tra loro soltanto per la parte che consente di giungere al risultato operativo (ovvero della gestione caratteristica).
La prima tecnica è il "metodo a produzione e valore aggiunto", finalizzato a capire quanto vale tutto quello che viene prodotto all'interno dell'impresa: esso sostiene che, sommando algebricamente al fatturato la variazione delle scorte di prodotti finiti e ulteriori voci minori, si arriva appunto al "Valore della produzione", da cui si trova il "Valore aggiunto" sottraendo i vari altri costi operativi (escluso quelli del personale) e il "Risultato operativo" togliendo anche i costi del personale.

4 Il fatturato L'altra tecnica è il "metodo a fatturato e costo del venduto", dove sottraendo al primo il secondo, formato da tutti i costi di tipo industriale, si determina il "Risultato lordo industriale": se ad esso vengono sottratti tutti i costi amministrativi e commerciali, si otterrà il "Risultato operativo".
Da questo momento in poi, le due metodologie sono uguali, ovvero si dovranno sommare algebricamente al "Risultato operativo" quelli delle diverse gestioni estranee alla gestione corrente (finanziaria, accessoria e straordinaria): infine, sottraendo le imposte, la voce "Utile di esercizio" sarà l'ultimo valore trovato, che naturalmente deve corrispondere all'utile civilistico.
Per concludere definitivamente il vostro lavoro, sarà necessario utilizzare i risultati intermedi appena trovati e calcolare gli indici di bilancio considerati importanti e spiegati perfettamente nel link "http://images.to.camcom.it/f/tofinanza/GS/GSF_4-2.pdf".

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