Come realizzare l'elettrolisi del cloruro di stagno

tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

L'elettrolisi è un procedimento tramite il quale si sviluppano de mutamenti chimici, grazie al contributo dell'energia elettrica. In tal modo questa si trasforma in energia chimica. Qui di seguito, in particolare, vedremo delle reazioni di "ossidoriduzione". Ossia quelle nelle quali avviene il cambiamento della quantità di ossidazione degli atomi. Il tutto è dovuto allo scambio degli elettroni da un tipo di specie chimica ad un'altra. Scopriremo, nella fattispecie, come realizzare l'elettrolisi del cloruro di stagno. Con l'ausilio di pochi e semplici strumenti, un po' di applicazione e tanta passione, creeremo un fenomeno affascinante. Proseguiamo pertanto insieme nella lettura dei seguenti passi.

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Occorrente

  • Fili di rame, capsula di vetro, soluzione di cloruro di stagno, pila da 4,5 Volt.
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Inizialmente dovremo procurarci tutti gli elementi necessari alla reazione. Quindi disponiamoli sul piano da lavoro e procediamo alla preparazione di una soluzione di cloruro di stagno. Andremo poi a collocarla all'interno di una capsula di vetro. A questo punto muniamoci di una pila da 4,5 Volt e di alcuni fili di rame. Uniremo questi ultimi delicatamente all'anodo e al catodo, nei quali avverranno le reazioni successivamente illustrate. Versiamo la soluzione di cloruro di stagno nella capsula e collochiamo i due elettrodi nella soluzione. Ricordiamo di tenere a "disposizione" ioni positivi Sn2 che si dirigono verso il catodo (con segno negativo). Oltre a ioni Cl- che si dirigono verso l'anodo, che ha segno positivo.

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Poiché non avremo solo gli ioni dello stagno, ma anche quelli dell'acqua, potremo ottenere due possibili riduzioni al catodo. Si riduce chi ha il potenziale di riduzione maggiore e, poiché il potenziale di riduzione dello stagno è -0,14 (mentre quello dell'acqua è -0,83), è evidente che fra i due si riduce l'acqua. Praticamente vedremo la formazione di stagno metallico lungo il filo di rame immerso nella soluzione. Quanto più a lungo lasceremo il filo di rame all'interno della soluzione, maggiore sarà la formazione di stagno metallico.

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All'anodo invece avremo gli ioni cloro Cl- ed anche l'acqua. Qui, a differenza del catodo, tenderà ad ossidarsi chi ha il potenziale di riduzione minore. Il cloro ha potenziale di riduzione 1,36; mentre l'acqua 1,23. Perciò, in linea teorica, dovrebbe ossidarsi l'acqua. Al contrario di quanto espresso però, a causa di un fenomeno chiamato di "sovratensione", è il cloro a ossidarsi al posto dell'acqua. Come conseguenza dell'ossidazione del cloro, otterremo la presenza di cloro gassoso, caratterizzato da un odore acre e pungente.  

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Per ottenere una maggiore quantità di stagno metallico, lasciare il filo di rame nella soluzione più a lungo.

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