Come dividere in sillabe in latino

di Nicolò Tricarico difficoltà: media

Come dividere in sillabe in latino Il latino come si dice comunemente è una lingua morta, perché, come suggeriva una illustre linguista, morti sono coloro che la parlavano, ma non perché sia morta la lingua in sé. Ma In realtà noi studiamo documenti scritti in latino. E questo è fondamentale in quanto comporta un ben diverso atteggiamento ai fini dello studio della lingua medesima. La conseguenza è che più che mai in una lingua come il latino è fondamentale l'alfabeto, la scrittura. In questa guida, in particolare, scopriremo le principali regole della fonetica latina e  come dividere in sillabe in latino.

1 Nel latino, la conoscenza dell'alfabeto è fondamentale per riuscire a dividere in sillabe le parole. Nell'alfabeto latino le lettere sono 24: A, B, C, D, E, F, G, H, I, K, L, M, N, O, P, Q, R, S, T, U, V, X, Y, Z. Ricordiamo che le parole che contengono le ultime due lettere, Y e Z, non erano prettamente latine, ma quasi sicuramente erano parole straniere. Ma anche altre lettere, meno sospettabili, non sono proprie del più antico livello dell'alfabeto latino. Ad esempio la G, che è più giovane delle altre, poiché originariamente il suono espresso con questa lettera veniva descritto graficamente con la lettera C.

2 Come in tutti gli alfabeti abbiamo una differenza tra consonanti e vocali. Le vocali sono le stesse che per l'italiano: A, E, I, O, U; e si pronunciano come nell'italiano. La Y di origine greca si pronuncia comunque I. Le vocali si possono anche trovare unite insieme. Quando due vocali costituiscono una unità di pronuncia formano quello che viene chiamato "dittongo". I dittonghi sono costituiti da una vocale più forte, la A, la E o la O, e una vocale debole, oppure da due vocali dello stesso tipo. Le combinazioni più frequenti sono: "AE", "AU", "EU", "OE". Rari sono "EI", "UI" ed "YI". I dittonghi "AE" e "OE" si pronunziano E. Ma "Poeta" si legge Poeta, come in italiano, poiché essendoci in latino la dieresi, i due puntini sulla lettera E, ci segna che O ed E non formano dittongo. Anche per le consonanti ci sono dei casi i cui la differenza tra grafie antiche e consuetudini moderne è un po' più rilevante. Ad esempio il gruppo "PH" si pronuncia F, e il gruppo "TI" + vocale che si pronuncia "ZI". Ci sono delle eccezioni. Se il gruppo "TI" + vocale è preceduto da S, T, X; o se la sillaba "TI" è accentata oppure se il gruppo è all'interno di un nome greco, allora si pronuncia "TI".

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3 C'è anche un'altro problema che riguarda il modo con cui le lettere venivano tracciate.  La figura delle lettere non era come quella moderna, ma questa era legata al modo con cui doveva essere scritta.  Approfondimento Come Fare La Trascrizione Fonetica (clicca qui) Noi abbiamo la biro e la carta che condizionano in un certo modo il nostro tracciare una lettera.  Gli antichi invece scrivevano su pietra, con scalpello e martello.  Era molto difficile fare delle curve.  Ecco perché la maggior parte delle lettere non ha linee curve.  Ecco perché per tutta l'antichità non c'è stata la lettera U.  Ma per i latini la V e la U erano la stessa lettera.. 

4 Il latino, come l'italiano, divide in sillabe la parola. La divisione in sillabe è fondamentale perché si possa definire bene l'accento di una parola. Le sillabe sono l'unità fonetica minima indispensabile alla pronuncia delle parole. Le sillabe in latino possono essere brevi o lunghe. Sono brevi le sillabe che contengono una vocale breve dopo la quale non ci sia una consonante che fa parte della stessa sillaba. La consonante che segue fa capo alla sillaba successiva. Sono lunghe le sillabe che contengono vocali lunghe o che contengono una vocale seguita da una consonante che fa parte della stessa sillaba. Una volta stabilite quali sono le vocali lunghe e quelle brevi, del fatto che la sillaba finisce in vocale o finisce in consonante e quale è la quantità di ciascuna delle sillabe che compongono la parola, siamo perfettamente in condizioni di stabilire quale deve essere l'accento della parola stessa. Poiché l'accento è regolato in maniera semplice in latino sulla base della penultima sillaba. Tranne casi rarissimi, l'accento non va mai sull'ultima (legge della baritonesi). L'accento quindi può andare o sulla terzultima o sulla penultima ed è condizionato dalla quantità della penultima sillaba. Quando la penultima è lunga, l'accento cade su di essa. Quando la penultima è breve, l'accento cade sulla terzultima. Segue che la sillabazione di un testo latino è simile a quella del testo italiano. Bisogna solo tenere conto dei dittonghi e degli accenti.

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