Come Decifrare La Numerazione Romana

tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

Vi sarà capitato sicuramente molte volte di osservare delle strane scritte su dei ruderi, dei fregi e monumenti di data anche recente, oppure anche su orologi d'epoca. Probabilmente vi sarete chiesti quale fosse il significato, senza riuscire a darvi una risposta soddisfacente. Che voi siate in un museo o in visita tra i vari monumenti, grazie a questa guida riuscirete finalmente a decifrare la numerazione romana.

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Occorrente

  • Se hai pazienza ti occorre solo il cervello, ma per memorizzare al meglio ti consiglio di armarti di foglio e penna.
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Innanzitutto è di fondamentale importanza sapere che i numeri romani sono formati dalla combinazione di alcuni segni grafici molto semplici, posti uno accanto all'altro secondo un criterio di addizione e sottrazione che approfondiremo nel passo seguente. Focalizziamoci invece sui segni, i quali, fortunatamente, sono ben pochi: I= 1; V= 5, X= 10, L= 50, C= 100, D= 500. Come potrete sicuramente notare, i numeri romani sono sequenze di simboli, ciascuno dei quali identifica un numero, tranne uno: lo zero, infatti non è presente alcun simbolo per esprimere lo zero. Noi che siamo abituati all'italiano ci renderemo sicuramente conto di quanto la nostra lingua risulti molto più complessa e allo stesso tempo più completa sotto diversi punti di vista. Andiamo quindi a vedere come si possono scrivere i numeri romani tradotti dalla nostra lingua in modo letterale. In questo sito possiamo trovare proprio la storia della numerazione romana: https://it.m.wikipedia.org/wiki/Sistema_di_numerazione_romano. La lettura delle informazioni ci aiuterà sicuramente della comprensione della numerazione.

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Come possiamo scriverli? Anche se, di primo acchito, ciò che segue potrebbe sembrarvi un immenso caos, provate a leggere con calma e vedrete che alla fine il concetto non è poi così complicato come sembra, La prima regola sostiene che scrivendo a destra di una cifra un’altra cifra di valore uguale o minore, il numero alla sinistra della prima cifra deve essere aumentato di quello indicato dalla seconda. Facciamo un esempio: III = 1 + 1 + 1 =3VII = 5 + 1 + 1 = 7CCLIII = 100 + 100 + 50 + 1 + 1 = 252. La seconda regola ci dice che scrivendo a sinistra di una cifra un’altra di valore minore, il numero a destra deve esser sottratto dal numero rappresentato dall’altra cifra. Per fare un esempio: IV = 5 – 1 = 4 (ricorda che "V"=5 e "I"=1) XL = 50 – 10 = 40CDII = 500 – 100 + 1 + 1 = 402. In questo sito è possibile prendere in considerazione alcuni dettagli aggiuntivi per poter capire meglio di che si tratta: http://www.rinonline.it/studenti_numeri_romani_convertitore.htm

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In verità, è doveroso precisare che il sistema presentato in questa sezione non è quello utilizzato nell'antica Roma, ma è la modifica che venne effettuata durante il Medioevo, quando si accorsero che l'originale risultava troppo lungo e complesso per descrivere alcuni numeri. Infatti il sistema originale era basato sull'addizione nel vero senso della parola; a volte, in quell'epoca, si poteva scrivere il numero anche fino a quattro volte (VIIII per dire nove oppure il quattro "IIII"). Invece, oggi, grazie alla modifica apportata, i numeri "I", "X", "C", "M" non si scrivono più di 3 volte di seguito tra di loro e i numeri "V" ,"L", "D" non si scrivono più di una volta. Per fare un esempio, non si può scrivere VVI (5+5+1) per indicare 11 ma si scrive XI.

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Ma come si deve procedere per scrivere correttamente un numero molto grande? Ebbene, se un trattino (" - ") è posto sopra una cifra qualsiasi, significa che questa sarà moltiplicata per 1000. Per fare un esempio, il cinque, ovvero "V" con il segno " - "posto su di esso rappresenta il numero 5000, cioè moltiplicato 1000 volte. Quando, invece, notate la presenza di una doppia linea "=" al di sopra del numero, allora dovrete moltiplicarlo per 1.000.000, come ad esempio "V" con il segno "=" su di esso rappresenta 5.000.000, ovvero 5 moltiplicato 1.000.000 volte. Se desiderate approfondire ulteriormente, allora sappiate che se vi è una lettera con due linee verticali ai fianchi e una linea orizzontale soprastante, il suo valore originale viene moltiplicato per 100.000.

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Gli antichi romani non avevano una parola specifica né per indicare i "milioni", né per i "miliardi" e la loro massima espressione numerica erano le migliaia. Per esempio, per indicare il numero "un milione" si diceva "dieci centinaia di migliaia". Queste piccole regole vi aiuteranno sicuramente a capire meglio come decifrare i numeri e soprattutto eviteranno che possiate sbagliare mentre li scrivete. Attenzione, però, ad alcune accortezze e curiosità: nei numeri romani non si possono scrivere i numeri decimali, negativi o frazionali (In quanto non erano ancora stati scoperti all'epoca). Mentre i numeri cardinali e ordinali (1°;2°...) si scrivono sempre allo stesso modo: III = terzo o tre; V = quinto o 5; ecc. Ecco, infine, un link che può aiutarci a capire meglio questi numeri romani http://www.rinonline.it/studenti_numeri_romani_convertitore.htm

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Apri la mente, sono concetti semplici ma che molte persone riconoscono di non sapere.
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