Come costruire le proposizioni causali in Latino

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tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

La proposizione causale rappresenta una subordinata che esprime la causa dell'azione della sua reggente. In latino questa deve essere necessariamente differenziata in due tipi: una è la proposizione causale oggettiva, mentre l'altra è quella soggettiva. In questa semplice ed esauriente guida vi spiegheremo, passo dopo passo, come riuscire a costruire le proposizioni causali in latino.

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Congiunzione

Diciamo subito che in entrambi i casi la proposizione è retta dalle congiunzioni quia, quod, quoniam, quandoquĭdem, quando, siquĭdem oppure dalla locuzione prepositiva propterea quod, tutte traducibili come "poiché", "perché", "in quanto", "siccome". La causale risponde alla domanda Quārē? O Cur?, ossia «Perché? », «Per quale motivo? ». La proposizione causale oggettiva, definita anche "reale", esprime la vera e obiettiva causa dell'azione nella reggente, oppure anche la causa che l'autore ritiene che sia vera. Deve essere espressa con il modo indicativo, ed è introdotta perlopiù da quod, quia, quoniam, molto spesso anticipate e rafforzate dalle locuzioni quali eo, ideo, idcirco, ob eam rem, ma non solo.

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Verbo

La proposizione causale soggettiva, definita anche "obliqua", si ha quando la causa viene dichiarata dal soggetto della frase come pensiero di persona differente da chi parla oppure da chi scrive. In particolare, questa vuole il modo congiuntivo e la congiunzione che la regge deve essere tradotta con "perché a suo/loro dire". Le causali, sia oggettive che soggettive, devono essere introdotte da alcune congiunzioni quali quod, quia, quoniam, quandoquidem, siquidem, quando, propterea quod, traducibili tutte con quante con "poiché, dato che, perché, in quanto, siccome", etc. Le causali possono anche essere espresse con: cum ed il congiuntivo, l'ablativo assoluto, il participio presente oppure il futuro.

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Esempi

Molto spesso si possono trovare delle espressioni causali dichiarative con il verbo al congiuntivo quali est quo, causa est quo, c'è motivo che, c'è ragione che; nihil habeo quod, non ho alcun motivo di, quid (causae) est quo, che motivo c'è che...? Con i verbi che significano biasimare, stimare e lodare, e con i verbi affectum quali gaudeo, doleo, al posto dell'infinitiva può essere utilizzata la causale dichiarativa con quod insieme all'indicativo, nel caso in cui la causa è oggettiva, mentre quod con il congiuntivo se la causa è invece obbliqua. La proposizione secondaria causale può essere espressa anche mediante proposizione relativa con il verbo al congiuntivo (più raramente con l'indicativo).

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