Chimica: come eseguire una cromatografia su strato sottile

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

La cromatografia eseguita su strato sottile, TLC acronimo di Thin Layer Chromatography, viene ampiamente usata presso i laboratori di chimica organica, per la valutazione dello stadio di avanzamento di una reazione chimica. Questa tecnica è basata sull'idea di capillarità e sul principio cardine della cromatografia, secondo il quale tutte le sostanze interagiscono in maniera diversa, in base alla propria natura, con l'eluente, ovvero la fase mobile in grado di trascinare con sé il campione da analizzare. In tale articolo si vedrà come eseguire una cromatografia su strato sottile in chimica, per saperne un po' di più..

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Una lastrina da TLC è composta da un materiale inerte che fa da fase stazionaria, supportato da una lastrina di vetro. Di solito qualunque eluente va bene, ma è consigliabile usare solventi polari per analizzare una reazione che ha come prodotto un composto polare, mentre un solvente apolare, per stabilire l'avanzamento di una reazione che produce un composto apolare. Per quanto riguarda il fattore di ritenzione, si tratta del rapporto tra la corsa della macchia della sostanza da analizzare e la corsa dell'eluente. Questa ad una certa temperatura, con un certo solvente e una fase stazionaria, è tipica di ogni sostanza ed è compresa tra i valori 0 e 1.

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Per la cromatografia, innanzitutto tirare una linea a circa 1/1,5 cm dal bordo inferiore della lastrina. La grafite è un materiale inerte e non interagirà con le sostanze. Usando invece una penna, l'inchiostro influirà sull'analisi. Quando si deporranno le sostanze, si dovrà essere attenti a porle almeno a 0,5 cm dai bordi laterali della lastrina. In un barattolo porre circa un dito di eluente dopo aver posto la lastrina all'interno, facendo attenzione che il solvente non vada a toccare la riga su cui si trovano le sostanze. Chiudere il barattolo e lasciar agire la cromatografia.

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Quando il solvente salirà lungo la lastrina a circa 0,5 cm dal bordo superiore, sarà terminata la cromatografia. Si può dunque estrarre la lastrina dal barattolo per analizzarla. In base a dove sono arrivate le macchie, si possono calcolare i fattori di ritenzione, e attraverso tabelle stabilire se il prodotto formatosi è quello desiderato. Poiché le sostanze organiche sono per la maggior parte incolori, può risultare difficile vedere dove sono finite le macchie. Per risolvere questa difficoltà, è di solito sufficiente analizzare la lastrina sotto una lampada UV.

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