Appunti di storia: il trattato di Lisbona

tramite: O2O
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Introduzione

Il trattato di Lisbona è un documento (o meglio un trattato internazionale) firmato da tutti gli stati membri dell' Unione Europea (UE), che definisce il funzionamento dell' Unione stessa. Infatti esso contiene un insieme di articoli, i quali definiscono come funziona e come è strutturata la UE.
Il trattato, in realtà è formato da 2 documenti: il Trattato sull' Unione Europea (TUE) e il Trattato sul funzionamento dell' Unione Europea (TFUE).
Ancora oggi il documento è in vigore e su di esso si basa l'intero sistema di leggi europeo e di tutti gli stati membri.
Nei prossimi appunti vedremo la storia di questo trattato.

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Il trattato di Lisbona è stato siglato il 13 dicembre 2007, dopo circa 3 mesi di discussione, nella capitale portoghese.
È stato firmato, all'unanimità da tutti i 27 paesi membri della UE (Italia, Francia, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Germania, Spagna,
Portogallo, Polonia,Gran Bretagna, Romania, Ungheria,
Bulgaria, Slovenia, Slovacchia,Repubblica Ceca,
Austria, Estonia, Lettonia, Danimarca, Svezia, Finlandia, Grecia,
Irlanda, Malta, Cipro, Liechtenstein).
Ma entrerà effettivamente in vigore soltanto nel 2009, a causa del blocco da parte dell' Irlanda.
Infatti lì i trattati internazionali per esseri ratificati devono passare per referendum, che nel 2008 diede esito negativo. Solo con un 2° referendum, tenuto l'anno dopo, il trattato fu ratificato anche dall'Irlanda ed entrò in vigore l'1 dicembre 2009, dopo che anche l'ultimo paese lo rattificò (Repubblica Ceca).

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Il trattato di Lisbona nacque dalle ceneri di una precedente trattato stipulato nel 2004 a Roma, a seguito di una conferenza dove erano presenti i membri di ciascun stato, chiamata "Convenzione sul futuro dell’Unione Europea". Il progetto fu quello di creare una Costituzione Europea, che avrebbe trasformato la UE in un unione tra stati, in una specie di "grande stato", con tanto di inno, bandiera e motto. Questo trattato fu però ratificato solo da 22 stati su 24 (infatti in Francia e in Olanda un referendum popolare bloccò la ratifica).
Di conseguenza il progetto fu accantonato, anche se continuò a rimanere l'esigenza di un ammordamento e di un cambiamento del sistema politico e istituzionale della UE.

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Proprio da qui nacque l'idea di redigere un nuovo trattato che venisse incontro alla esigenze dei vari stati, il quale fu poi ratificato nel 2007 nella capitale portoghese.
Il trattato di Lisbona mantiene quasi identico l'impianto delle leggi e il funzionamento della UE previsto nel precedente accordo, eliminando però quasi del tutto la simbologia che indicasse una vera unione di stati, a causa delle resistenze di alcuni di essi.
In conclusione è un documento molto avanzato che garantisce il benessere attuale di molti stati anche se è visto da una parte degli europei come simbolo di lentezza, burocrazia e corruzione al pari dell' Unione stessa. Una conseguenza del fatto che esso viene considerato solo come un insieme di leggi e non come simbolo di appartenenza ad un unico popolo europeo.

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