Appunti di storia del Novecento

di Antonello Motta tramite: O2O difficoltà: media

In questa guida verranno date utili informazioni su alcuni appunti di storia del novecento. Esso è stato un secolo molto particolare, contraddistinto da conflitti globali, grandi rivoluzioni politiche e tecnologiche e da un lungo periodo di confronto tra due importanti superpotenze che ha messo in atto una serie di conseguenze atte a dare l'avvio ad una guerra nucleare globale. Se volete avere maggiori informazioni e scoprire qualche curiosità su questo momento storico, seguite tale guida e rimarrete soddisfatti.

1 Il periodo a cavallo tra ottocento e novecento fu caratterizzato da ottimismo, dinamismo, fiducia nel progresso. La luce elettrica, la radio e l'automobile si stavano diffondendo. La qualità della vita e della salute umana stava migliorando grazie alla scoperta dei vaccini e del processo di pastorizzazione dei cibi. Questa atmosfera di ottimismo e fiducia nel progresso, però, celava una situazione di forte tensione. Soprattutto l'emergente potenza tedesca stava meditando di insidiare il potere marittimo e commerciale della Gran Bretagna. Tra le potenze europee andò sviluppandosi una sorta di corsa agli armamenti che vide potenziamenti degli eserciti e delle flotte, da un lato, e la nascita di complesse reti di alleanze dall'altro. Fu la presenza di queste reti di alleanze e di queste tensioni sopite che provocarono l'escalation di eventi che, in seguito all'assassinio dell'arciduca d'Austria Francesco Ferdinando a Sarajevo, il 28 giugno 1914, portarono allo scoppio di un conflitto di dimensioni prima europee e poi mondiali.
Il conflitto, durato fino al novembre del 1918, vide confrontarsi i principali stati europei sia in Europa sia nelle colonie. L'Italia completava il processo risorgimentale e annetteva i territori del Trentino e della Venezia Giulia.

2 La guerra ebbe effetti di lunga durata sulla situazione politica europea. Già nel 1917 in Russia, la popolazione stremata dal conflitto si ribellò. La rivoluzione e la conseguente guerra civile che si protrasse fino al 1920 rimodellarono l'assetto politico della Russia e portarono alla nascita dell'Unione Sovietica, il primo Stato che si ispirava alla dottrina marxista elaborata nell'ottocento. Sull'onda lunga della rivoluzione russa si ebbero moti rivoluzionari in Germania, nel 1918, che portarono alla fine del conflitto e alla nascita della Repubblica di Weimar. Caratterizzata da una pesante crisi economica e da forte instabilità politica, la repubblica tedesca riuscì ad entrare a regime solo nella seconda metà degli anni venti. L'Europa del primo dopoguerra fu, in genere, caratterizzata da una ripresa lenta dopo la crisi economica provocata dal conflitto. Tuttavia gli anni venti furono, in generale, un periodo di ripresa e di consolidamento delle democrazie in paesi come la Francia e l'Inghilterra. Diversa sorte toccò all'Italia che, nel periodo 1919-20, fu caratterizzata da instabilità politica e tensioni sociali provocate dall'espandersi del movimento operaio e, per contrasto, dalla nascita e sviluppo del movimento fascista. Lo Stato liberale, incapace di resistere all'avanzata del movimento fondato nel 1919 da Benito Mussolini, fu sopraffatto quando il re Vittorio Emanuele III affidò al fondatore del fascismo l'incarico di presidente del consiglio, il 31 ottobre 1922. Nel giro di pochi anni Mussolini smantellò le istituzioni liberali e instaurò e consolidò la dittatura fascista.
Medesima sorte toccò alla Germania. Nel 1929 una crisi economica partita dagli Stati Uniti ebbe conseguenze catastrofiche sulle economie europee. La Germania, dipendente dagli USA per quanto riguarda finanziamenti e crediti, subì un colpo micidiale che si innestò in una situazione economica e sociale difficilissima. Questo portò ad una radicalizzazione dell'elettorato tedesco e ad una rapida crescita elettorale del partito nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi guidato da Adolf Hitler che riuscì ad instaurare una dittatura.

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3 I due regimi, fascista e nazionalsocialista, avviarono una collaborazione ed alleanza a partire dal 1935.  Entrambi erano interessati a destabilizzare il quadro politico europeo e avevano mire espansioniste e coloniali.  Approfondimento La seconda guerra mondiale in pillole (clicca qui) Il nazionalsocialismo perseguì con maggiore concretezza e decisione i suoi piani annettendo l'Austria e i Sudeti con il beneplacito di Francia e Inghilterra che volevano evitare una guerra.  La Germania invase la Polonia e assieme all'Italia, riuscì a occupare rapidamente buona parte dell'Europa continentale, inclusa la Francia, anche se fallì nel provocare la resa dell'Inghilterra.  Lo scenario di guerra si estese rapidamente alle colonie europee in Africa e all'Asia, dove il Giappone, alleato di Germania e Italia, perseguì le proprie mire espansionistiche sulla Cina e, nel 1941, provocò l'entrata in guerra degli Stati Uniti con un attacco alla flotta americana a Pearl Harbor.  Sempre nel 1941 la Germania, seguita dall'Italia, iniziò l'invasione dell'Unione Sovietica.  L'invasione dell'Unione Sovietica segnò la prima battuta d'arresto.  Dopo la resa delle truppe tedesche a Stalingrado, nel febbraio del 1943, iniziò l'arretramento delle forze dell'Asse.  Nel luglio del 1943 Mussolini, esautorato dal re, e sostituito dal maresciallo Badoglio.  L'8 settembre del 1943 l'Italia firmò un armistizio con gli Alleati che erano sbarcati in Sicilia e nel nord Italia fu formato un governo fantoccio, la Repubblica Sociale Italiana, guidato formalmente da Mussolini ma sotto controllo tedesco.  Iniziarono due anni di guerra civile caratterizzati dalla nascita della Resistenza al centro-nord della penisola e che finirono con la Liberazione dell'Italia da parte degli Alleati il 25 aprile del 1945. 
I tedeschi, intanto, si ritiravano dal fronte orientale incalzati dai sovietici.  Gli Alleati sbarcarono in Normandia nel giugno del 1944 aprendo un ulteriore fronte e, coadiuvati da pesantissimi bombardamenti sulla Germania, riuscirono ad avanzare.  La Germania fu sconfitta ufficialmente l'8 maggio del 1945 con la presa di Berlino da parte dell'Armata Rossa e la contemporanea occupazione da parte americana ed inglese della parte occidentale del paese.  Il conflitto finì ufficialmente nell'agosto del 1945 quando gli americani, per costringere i giapponesi alla resa, sganciarono due bombe atomiche sulle città di Hiroshima e Nagasaki.
Il dopoguerra fu caratterizzato da una profonda revisione degli equilibri internazionali.  I paesi sconfitti, in particolare la Germania furono sottoposti a pesanti condizioni che dovevano minarne la possibilità di rappresentare future minacce.  La Germania fu dapprima divisa in zone di occupazione e, in seguito, in due Stati, la Germania Ovest, sotto la sfera di influenza occidentale, e quella Est, sotto il controllo di un regime comunista alleato dell'URSS.  La divisione della Germania rispecchiava quella del mondo che andava a dividersi sostanzialmente in due blocchi.  Da un lato le potenze occidentali, guidate dagli USA e riunite sotto l'alleanza della NATO (Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord).  L'URSS, invece, andò a circondarsi di paesi satellite.  Si trattava degli Stati dell'Europa orientale in cui, in modo più o meno forzato, furono instaurati regimi di tipo comunista e che si riunirono nell'alleanza difensiva denominata Patto di Varsavia.  Negli anni cinquanta, quindi, mentre in Europa dell'Est si consolidavano i regimi del socialismo reale e in quella occidentale e negli Stati Uniti si consolidavano dei regimi democratici di tipo liberale (con una tendenza alla socialdemocrazia dominante in Europa), il mondo intero assisteva alla nascita della cosiddetta Guerra Fredda.  Fu un periodo di crescente tensione fra i due blocchi ideologici contrapposti i cui principali protagonisti furono gli USA e l'URSS.  In questo periodo si sviluppò una feroce contrapposizione ideologica, politica e diplomatica ed entrambi i paesi si resero protagonisti di una corsa allo sviluppo di armamenti sempre più sofisticati e all'incremento dei rispettivi arsenali di armi nucleari.  Un risvolto secondario della Guerra Fredda fu l'incremento esponenziale delle risorse messe in campo dalle due superpotenze per lo sviluppo tecnologico e scientifico e la nascita della cosiddetta era spaziale.

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