Appunti di economia: La curva di Phillips

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

La Curva di Phillips è una delle argomentazioni principali per gli studenti che frequentano la facoltà di Economia o che, per qualsiasi motivazione, si trovano ad avere a che fare con tale materia. Il concetto su cui si basa questa "curva" non è tutto sommato difficile da comprendere. È fondamentale, altresì, riuscire a mettere in stretta correlazione diverse variabili economiche. Vediamo, all'interno di questa guida, appunti di economia per di chiarirci un po' le idee in merito.

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Macroeconomia

La "curva di Phillips" è uno dei cardini su cui si è fondato lo studio della "macroeconomia", a partire dagli anni Cinquanta, quando venne formulata dall'economista inglese Phillips. Si tratta, quindi, di uno strumento che si applica nell'ambito della politica economica. Molti sono gli scettici in merito, in quanto le teorie che vi si sviluppano (e che vedremo a breve) si sono a tratti dimostrate incoerenti tra ciò che è affermato e ciò che accadeva empiricamente parlando (specialmente nel corso degli anni Settanta).

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Inflazione

La curva di Phillips è una relazione che mette in collegamento il tasso di disoccupazione e quello d'inflazione (ovvero l'andamento tra prezzi e salari). Secondo essa, più sale l'occupazione (e scende quindi la disoccupazione), più sale il livello l'inflazione. Graficamente parlando si può rappresentare come indicato in questa guida. Disegnato il piano cartesiano, su "y" (asse delle ordinate) si colloca il tasso di inflazione mentre sull'asse "x" (ascisse) quello relativo alla disoccupazione. Tra questi due elementi si ha un rapporto di tipo inverso (il cosiddetto trade-off, ovvero scambio).

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Tasso di disoccupazione

La formula che ne deriva è W=f (u) dove "u" indica il tasso di disoccupazione basso, "w" il tasso d'inflazione relativo al salario. Questo vuol dire proprio che a tasso di disoccupazione basso corrisponde un tasso d'inflazione alto. Per stabilire, poi, il tasso di disoccupazione (quindi il valore di "u") si prende in considerazione anche la forza lavoro (FL) e il numero totale di coloro che lavorano (L). Risulterà, quindi, dalla differenza tra "FL" e "L" posta a rapporto con la "FL".

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Variabile

Prendendo, poi, in considerazione un'altra variabile ancora (la produttività lavorativa "pl") e il mark-up (mk), ovvero quanto riesce a guadagnare il produttore dalla vendita, si ottiene il valore del prezzo (p) che sarà uguale alla formula "p=(1+mk) w/pl", quindi al mark-up a cui si aggiunge il valore costante "1" e che poi viene moltiplicato col risultato del rapporto tra il salario e la produttività lavorativa. Anche "p", proprio come "w", può essere espresso come "p=f (u)".

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