Analisi della poesia "X Agosto" di Pascoli

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Introduzione

Proponiamo l'analisi di una delle poesie più conosciute del poeta Giovanni Pascoli: X Agosto. La poesia è formata da sei quartine di decasillabi, alternati a novenari. Anche le rime sono alternate, e seguono lo schema ABAB. La poesia ricorda il giorno della morte del padre, Ruggero Pascoli, che fu ucciso il giorno di San Lorenzo, da uno sconosciuto, mentre stava tornando a casa.

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Infatti, la prima parola del primo verso è proprio San Lorenzo, che occupa, così, un forte valore evocativo. Nel giorno in cui si festeggia questo santo, Pascoli, appena dodicenne, viene a sapere della morte del padre, avvenuta per cause sconosciute. La crudeltà di tale episodio, rimase nella mente del poeta che, da questo momento in poi, vivrà una serie di lutti familiari e di disgrazie economiche. La caduta delle stelle cadenti, fenomeno molto frequente in quella data, viene associata all'evento drammatico: anche il cielo piange per la terribile perdita ("perché si gran pianto / nel cielo sfavilla" (v. 3-4)).

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Subito dopo, nella seconda strofa, appare una delle immagini più significative: la morte del padre viene paragonata a quella di una rondine che stava tornando al suo nido, dove aveva lasciato i suoi piccoli. Quest'ultimi attendevano il ritorno della rondine, così come il piccolo Pascoli, ed il suoi fratelli, attendevano il ritorno del padre. La rondine, ed indirettamente la figura del padre, sono vittime della malvagia umana, della crudeltà che colpisce un uomo innocente. Così, nella terza strofa, passa a descrivere la lenta agonia della rondine, che conservava ancora nel becco la cena dei suoi "rondinini".

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Ed ecco che la drammatica scena della morte del padre, viene presentata nella quarta strofa, a cui farà seguito la descrizione della casa in cui i piccoli aspettavano il loro papà invano. Come la rondine, anche il padre portava dei doni: delle bambole, che ora, nella lenta agonia, innalza verso il cielo che sembra indifferente a tanta crudeltà. Infatti, nell'ultima strofa Pascoli si rivolge al cielo, definendolo infinito e immortale, dicendo che l'unico suo pensiero è quello di sommergere questo frammento oscuro di male. Quindi il cielo può solo ricoprire la terra di un pianto di stelle, che a sua volte è un pianto di male. Significativo è il fatto che l'ultima parola della poesia sia proprio "MALE", poiché potremmo dire che la vita di Pascoli, da questo momento in poi, sarà intrisa di delusioni.

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Approfondimenti su Giovanni Pascoli:

Giovanni Agostino Placido Pascoli nato il 31-12-1855 in provincia di Forlì-Cesena ed è uno dei maggiori poeti decadentisti italiano. Il decadentismo è un movimento artistico sviluppato nella seconda metà dell' Ottocento, contrapposto con il positivismo e il naturalismo. Laureato nel 1882, intraprese la carriera di docente in latino e greco. Dopo una vita passata a scrivere poesie morì nel 1912 a Bologna.
Alcune delle sue più importanti opere sono: Myricae, Poemetti, Minerva oscura, Canti di Castelvecchio, Odi e Inni, Pensieri e discorsi, Poemi del Risorgimento.

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